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Da Pompei ad oggi, la storia dei terremoti che hanno scosso la Capitale

di Daniele Petroselli

Ore 5.03: la terra trema alle porte di Roma, vicino Fonte Nuova. Una scossa di magnitudo 3.3 che ha fatto svegliare tutti, dal Trieste-Salario ai Parioli, passando per il Flaminio e Prati. La Capitale però non è nuova a terremoti. La Protezione Civile considera infatti la città come una zona di sismicità modesta ma non trascurabile. Non trascurabile perché non è lontana da aree considerate storicamente sismiche come i Castelli Romani o l’Appennino umbro-marchigiano ed abruzzese. Inoltre la presenza di un grande numero di edifici antichi e di valore storico all’interno della città fa sì che questi eventi, seppur non così importanti, possano creare danni.

LE PRIME CRONACHE
Il primo evento riportato nelle cronache romane è quello del 5 febbraio del 62 d.C., quando il terremoto di Pompei ed Ercolano viene avvertito fino in città. Roma è epicentro di un terremoto tra il 442 e il 443 d.C., quando vengono danneggiati parte del Colosseo e una navata della Basilica di San Paolo fuori le Mura e vengono distrutti alcuni portici antichi, tra cui quelli del Teatro di Pompeo. Nel 476 però l’evento più grave: scosse per 40 giorni in città e numerosi edifici distrutti. Particolarmente intensi anche quelli dell’801 e dell’847, con quest’ultimo che danneggia ancora una volta il Colosseo e causa la caduta dell’obelisco di Piazza Montecitorio.

QUANDO PETRARCA VIDE I SEGNI DEL TERREMOTO A ROMA
Nel 1091 un altro sisma fa tremare la Capitale, ma ben più grave è quello del 1349: una scossa di magnitudo 6.5 colpisce l’Italia centrale. Per Roma è un evento scioccante. Crolla infatti il lato sud del Colosseo, mentre gravi danni gravi sono segnalati alla Basilica di San Paolo ed alle torri delle Milizie e del Conte. A raccontarli un “cronista” d’eccezione come Francesco Petrarca, giunto nella Capitale per un pellegrinaggio.

DALL’ABRUZZO LE SCOSSE PIÙ FORTI
A Roma vengono chiaramente percepiti i terremoti che nel 1456 e nel 1461 che colpiscono rispettivamente il Molise e l’Abruzzo, di intensità 6.9 il primo e 6.5 il secondo. Ma forse il più devastante è quello del 1703. Ad essere distrutte Norcia e altre città della Val Nerina, ma anche Amatrice. E la Capitale riporta anche in questa occasione danni importanti. Così come il 22 marzo 1812, quando un terremoto di magnitudo 5.0 scuote la città. Ancor più forte è quello del 16 gennaio 1915 che rade al suolo Avezzano (magnitudo 7.0) e fa tremare tutta Roma: diversi i crolli di cornicioni, ma anche danni ai palazzi, come al Campidoglio e alle mura aureliane.

LE FERITE DE L’AQUILA E AMATRICE
Arrivando ad oggi, sono comunque diversi i terremoti che hanno fatto tremare la Capitale. Come quello del 26 settembre 1997 in Umbria, ma a lasciare il segno sono soprattutto quelli de L’Aquila il 6 aprile del 2009 e quello di Amatrice il 24 agosto del 2016. Undici anni fa alle 3.32 una scossa di magnitudo 6.3 colpisce duro il capoluogo abruzzese: 309 le vittime, più di 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. Senza contare lo choc che ha creato in migliaia di romani, che avvertono perfettamente il terremoto.

Quasi sette anni dopo, ne arriva un altro. Sono le 3.36, solo qualche minuto in più rispetto a L’Aquila. Amatrice è quasi un prolungamento del cuore per tanti romani, è la seconda casa di tantissimi nostri cittadini. E molti romani perdono la vita in quella tragica notte del 24 agosto. Siamo a pochi giorni dalla festa dell’Amatriciana, evento che richiama migliaia di turisti. Le vittime “dirette” del terremoto, che ha come epicentro Accumoli, a pochi chilometri dal paese, sono 299, 239 delle quali concentrate nel solo territorio di Amatrice. Non esistono più Pescara del Tronto e Arquata del Tronto, tra i luoghi più colpiti insieme ad Amatrice. Nei mesi successivi al sisma altre 4 persone perdono la vita, portando il conteggio definitivo delle vittime a 303. Un numero al quale si aggiungono 388 feriti e 41 mila sfollati, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per motivi di sicurezza, o per precauzione. Una ferita ancora oggi profonda.

LE ULTIME SCOSSE
E arriviamo al 3 aprile scorso, quando tra Marcellina e San Polo dei Cavalieri la terra trema per pochi ma intensi secondi (magnitudo 3.3). È la stessa intensità sulla scala Richter registrata stamane, 11 maggio, a Fonte Nuova, nella zona nord-est della Capitale. E ancora una volta hanno tremato i nostri quartieri.

Ecco la lista dei principali eventi sismici avvertiti a Roma:

– 9 Settembre 1349: L’Aquila 6.5
– 14 Gennaio 1703: appenino reatino 6.8
– 22 Marzo 1812: area di Roma 5.0
– 1 Novembre 1895: Castelporziano 4.8
– 19 Luglio 1899: Colli Albani 5.2
– 31 Agosto 1909: Monte Mario 4.8
– 10 Aprile 1911: Frascati 4.6
– 13 Gennaio 1915: Avezzano 7.0
– 26 Settembre 1997: Colfiorito 6.0
– 6 aprile 2009: L’Aquila 6.3
– 24 agosto 2016: Amatrice 6.0
– 26 ottobre 2016: Castelsantangelo sul Nera (Macerata) 5.9
– 30 ottobre 2016: Norcia 6.5
– 18 gennaio 2017: Capitignano (L’Aquila) 5.5

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