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Aggressione tra due cani, la tragedia sfiorata di Villa Ada

di Claudio Lollobrigida

Una ferita profonda sul collo dopo essere stato aggredito da un pitbull. Questo ha riportato un cane di taglia media dopo l’episodio che, lo scorso martedì 3 dicembre, ha rischiato di trasformarsi in una tragedia all’interno di Villa Ada.

Il fatto, come riportato dal movimento Ape (Alleanza popolare ecologista), ha coinvolto anche una donna, una 55enne, che, per difendere il suo cane dall’attacco, si sarebbe procurata morsi ed ecchimosi sulle mani e sul resto del corpo.

“Poteva trasformarsi in una tragedia – ha spiegato Rinaldo Sidoli, portavoce dell’associazione – ma grazie all’intervento di quattro persone si è scongiurato il peggio”.

Sempre secondo la ricostruzione dell’Ape, il terrier di tipo bull, una volta aver mollato la presa, si sarebbe messo correre per le strade del Salario, finendo poi per essere investito, senza riportare ferite, e poi condotto nella struttura per animali che si trova all’interno del parco. Nel frattempo, il cane aggredito sarebbe scappato per poi essere recuperato a piazza Crati da una signora che lo aveva visto vagare terrorizzato e insanguinato. Dopo 30 minuti di ricerche, Lavinia D.C. sarebbe riuscita a riportare il segugio alla padrona che era in lacrime, credendolo morto.

“È un fatto di una gravità inaudita – ha chiosato Sidoli -. Una passeggiata non può e non deve trasformarsi in una tragedia. La vittima, Francesca Alati, presenterà oggi stesso (3 dicembre, ndr) una denuncia alle forze dell’ordine con tanto di referto medico. Se nell’aggressione fosse stato coinvolto un bambino non avrebbe avuto scampo. La signora è stata trascinata di peso dall’animale per diversi metri rompendosi i pantaloni e il piumino”.

Una ricostruzione che, però, viene smentita con fermezza da Daniela Granata, presidente dell’associazione Animal Mundi e responsabile della struttura all’interno di Villa Ada. “Sono state dette delle falsità“, esordisce Granata a RomaH24.

A sinistra, Daniela Granata

Daniela, che cos’è accaduto esattamente quel giorno?
“Innanzitutto, non si trattava di un dogo né di un pitbull, ma di un meticcio bianco, salvato da una situazione di degrado. E non è fuggito, ha scavalcato una recinzione alta più di quattro metri dopo aver sentito miagolare un gatto che stavamo portando a sterilizzare. Così il cane, non più abituato a certe situazioni, è letteralmente impazzito sentendo il miagolio ed è scappato”.

E sullo scontro con l’altro cane?
“Non c’è stata un’aggressione, ma una zuffa. Anche il mio cane ha riportato degli ematomi. Il meticcio ha sì avuto la meglio sull’altro perché è più grande, ma non ha assolutamente aggredito la sua padrona. La signora si è giustamente messa in mezzo per difendere il suo amico a quattro zampe e poi è caduta. Ma, se una persona non sa farlo correttamente, possono esserci delle conseguenze. Questi sono i fatti”.

E poi?
“Dopodiché il cane della signora ha attraversato la strada e il mio gli è corso dietro, finendo investito, senza conseguenze per fortuna”.

Dopo il fatto, alcune associazioni animaliste, oltre all’Ape, hanno lamentato alcune falle nel sistema di sicurezza della struttura. Cosa risponde?
“È una grande cavolata. Parlerò direttamente con loro. Inoltre sbagliano a definire la struttura un rifugio, qui ospitiamo dei gatti e quattro cani, miei, con il microchip. Tutto il resto è un’invenzione”.

In un comunicato, anche Enpa (Ente nazionale protezione animale) offre una ricostruzione dell’accaduto: “Ancora un episodio di aggressione a Villa Ada, a Roma, a causa di un cane scappato dal rifugio gestito da Animal Mundi all’interno del parco.

Un dogo argentino scappato dal rifugio presente all’interno di Villa Ada ha aggredito un cane che stava passeggiando a guinzaglio dentro il parco. Sono stati momenti di panico: il quattro zampe aggredito ha riportato una ferita profonda sul collo e la proprietaria, una donna 55enne, ha cercato in tutti modi di salvare il suo cane, riportando morsi su entrambe le mani ed ecchimosi diffuse su tutto il corpo.

Si tratta dell’ennesimo caso di cui veniamo a conoscenza – afferma la sezione Enpa di Roma – e anche stavolta poteva trasformarsi in un vero dramma. Il parco è frequentato moltissimo anche da bambini e da cani di tutte le taglie, questi episodi di aggressione da parte di cani scappati dal rifugio presente all’interno del parco sono inaccettabili. Possibile che si debba aspettare la tragedia prima di decidere di intervenire?”.