28 Giugno 2020 - 16:37 . FuoriQuartiere . Agenda

Rembrandt e quell’autoritratto “perduto” che ritorna dopo 221 anni alla Galleria Corsini

Le opere di uno dei più grandi pittori olandesi tornano nella Capitale. Dall’11 giugno e fino al 30 settembre nella Galleria Corsini sarà visitabile la mostra “Rembrandt alla Galleria Corsini: l’Autoritratto come San Paolo“, a cura di Alessandro Cosma.

Proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam sarà esposto, per la prima volta in Italia dopo il 1799, lo straordinario autoritratto di Rembrandt, firmato e datato 1661, che nel Settecento faceva parte della collezione Corsini ed era esposto nelle sale del Palazzo alla Lungara. L’opera fu infatti acquistata tra il 1737 e il 1739 dal cardinal Neri Maria Corsini per 100 scudi da Marie-Thérèse Gosset, vedova di Nicolas Vleughels, direttore dell’Accademia di Francia a Roma.

Alcuni documenti, recentemente scoperti, hanno chiarito che l’opera fu protagonista di un episodio emblematico della dispersione di opere d’arte durante l’occupazione francese del 1799. In quell’anno infatti la famiglia Corsini fu costretta a far fronte alle contribuzioni forzate imposte dal governo francese alle nobili famiglie romane. In assenza del principe Tommaso, rifugiatosi a Vienna, il “maestro di casa” dei Corsini, Ludovico Radice, organizzò la vendita di 25 dipinti della collezione al ben noto mercante d’arte Luigi Mirri, che immediatamente ne rivendette una parte all’inglese William Ottley. Tra queste l’Autoritratto di Rembrandt che Ottley cedette poco dopo a un altro mercante inglese, William Buchanan. Nel 1807 quest’ultimo lo portò in Inghilterra e, dopo numerosi passaggi collezionistici, il dipinto giunse infine al Rijksmuseum di Amsterdam.

Nel 1800, con la fine della Repubblica Romana, il Principe Tommaso iniziò una causa con Mirri e Ottley per fermare l’esportazione dei dipinti, ma riuscì a riprendere solo alcuni dei dipinti venduti, ma non quello dell’olandese. E invece oggi ecco tornare alla Galleria Corsini quel dipinto, seguendo la disposizione voluta nel Settecento da Neri Maria Corsini, e presenterà la storia della dispersione dei quadri Corsini nel 1799.

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