23 settembre 2019 - 13:01 . Parioli . Cultura

Il 23 settembre 1943 Mafalda Savoia viene rapita e deportata a Buchenwald

La stele dedicata a Mafalda di Savoia davanti a Villa Polissena
La stele dedicata a Mafalda di Savoia davanti a Villa Polissena

Fu al fianco degli attivisti antifascisti e su di lei si scatenò la feroce repressione dei nazisti. Settantasei anni fa Mafalda di Savoia viene rapita dai tedeschi e deportata nel campo di concentramento a Buchenwald, dove muore il 28 agosto 1944.

La principessa, figlia di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro, sposa nel 1925 Filippo d’Assia Kassel, con il quale vive a Villa Polissena, ai margini di Villa Ada. Durante l’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, lei si trova all’estero, dalla sorella, distrutta per la morte del marito, il re Boris III di Bulgaria.

Roma e l’Italia sono nel caos più completo, ma in Mafalda la voglia di riabbracciare i suoi figli – nascosti in Vaticano – è troppo forte. Così, con mezzi di fortuna, viaggiando prima a Pescara e poi a Chieti, rientra a Roma. Lei è convinta di non rischiare ripercussioni, in quanto figlia del re e moglie di un tedesco.

LEGGI lo speciale (a cura di Claudio Lollobrigida)

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