FuoriQuartiere

Pingitore e il dolore per la chiusura del “suo” Salone Margherita

di Daniele Petroselli

Il solo pensare che il ‘Margherita’ possa non riaprire i battenti mi sembra inconcepibile. Sarebbe un’offesa grave alla cultura, allo spettacolo, alla sensibilità degli spettatori”. Così il noto regista Pier Francesco Pingitore ha commentato la notizia della chiusura del Salone Margherita, il teatro di via Due Macelli, storica casa del Bagaglino.

La società Cinema teatrale Marino & C. ha restituito le chiavi a Banca d’Italia, proprietaria del prestigioso immobile liberty, che chiedeva indietro lo stabile. E così si dice addio ad un pezzo del teatro e della tv italiana. A cui ha contribuito lo stesso Pingitore, protagonista del volume di Typimedia “Trieste-Salario in 100 personaggi (+1)“, che però lancia un appello: “Un’istituzione come la Banca d’Italia non può, e certamente non vorrà, chiudere in faccia al pubblico le porte di un luogo così caro ed amato, incastonato con il suo splendore architettonico e decorativo nel corpo vivo di Roma”, ha ricordato.

Intanto per Pingitore si prospetta un ritorno in tv. Martedì 13 ottobre infatti sarà trasmesso su Canale 5 “Se la panchina parlasse…“, il suo spettacolo che ha debuttato, dopo un periodo di stop forzato, in un’anteprima nazionale lo scorso luglio. Sul palco volti noti come Martufello, Manuela Villa, Morgana Giovannetti e Alessandro Tirocchi.

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