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Violenza sulle donne, così la prevenzione inizia dal Giulio

di Cristiana Ciccolini

Per una volta, hanno messo da parte l’aoristo, il libro VI dell’Odissea, la chimica organica e le versioni di Cicerone. Per una volta, gli studenti del Giulio Cesare hanno studiato la violenza di genere. Per due giorni, venerdì e sabato 13, i ragazzi si sono tuffati a capofitto su una serie di dibattiti nell’aula magna dello storico istituto di corso Trieste.

Terze e quarte classi si sono confrontate con psichiatri, magistrati, forze dell’ordine e giornalisti. “Pari-Dispari“. Si chiamava così il progetto, finanziato dal dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il motivo? Facile. L’obiettivo era quello di insegnare a ridurre le disparità uomo-donna.

“Abbiamo posto una serie di domande ai professionisti presenti – spiega Maria Vittoria, studentessa della sezione F –. Ad esempio, alla psichiatra: quali sono i meccanismi che spingono l’uomo ad uccidere e a esercitare violenza? E quali sono le conseguenze che i maltrattamenti alle madri hanno sui figli? Alla magistrata – prosegue – qualcuno ha chiesto come si svolgessero i processi contro chi commette un femminicidio”.

La polizia di Stato ha spiegato ai ragazzi la campagna di prevenzione che il corpo tiene nelle scuole. “Sono stati coinvolti anche gli studenti dei licei Gioberti di Torino e dell’IIS Duni-Levi di Matera – spiega la preside del Giulio Cesare, Paola Senesi – perché il bando ci richiedeva di dare una dimensione nazionale al progetto. La durata delle attività sarà 18 mesi, questa due giorni è stato il primo step di una serie di attività che i giovani realizzeranno e che si svolgeranno anche a Matera e Torino”.

Sono intervenuti anche Francesca del Bello, presidente del Municipio II e gli assessori Emanuele Gisci e Cecilia D’Elia, rispettivamente alle Politiche educative e alle Politiche sociali del II Municipio . “Porre l’attenzione sulla violenza di genere fin dai banchi di scuola è fondamentale – ha detto l’assessore Emanuele Gisci – ogni fine anno c’è un bollettino di guerra sui femminicidi, serve sinergia per tenere alta la guardia”.

Durante il primo giorno, si sono svolte anche delle masterclass su vari temi. “Io ho scelto quella sul linguaggio nella pubblicità – prosegue Maria Vittoria – un giornalista ci ha mostrato come gli spot televisivi nascondano messaggi svalutanti della figura femminile. Ma quello che ho capito in queste giornate – conclude la ragazza – è che noi donne dobbiamo difendere la nostra dignità rispettando noi stesse. Senza permettere ai maschi di sottometterci”.

Elena Sogente, una dei rappresentati di Istituto, che frequenta l’ultimo anno, commenta così l’iniziativa: “Qui i rappresentati sono sempre stati in maggioranza maschi, pur essendo un liceo praticamente al femminile. C’è una mancanza di fiducia nel nostro genere, quindi ben vengano iniziative di questo tipo: deve partire da noi il cambiamento”.

La due giorni si è conclusa con il torneo Debate day, vinto dagli studenti torinesi. Una discussione sui pro e i contro in merito a tre temi scelti precedentemente: l’insulto sessista, le quote rosa, i ricatti sessuali sul lavoro.

Ma il progetto è molto ben articolato. Prevede di combattere e prevenire le discriminazioni con “tre mosse”: informazione-riflessione, produzione artistico-letteraria, comunicazione. Tutte queste attività i giovani le faranno – anche grazie alla partnership con Tuttoscuola e la società CivicaMente – realizzando un’inchiesta giornalistica e una campagna di sensibilizzazione con degli spot e uno spettacolo teatrale, divenendo così soggetti promotori di una cultura “pari” ma rispettosa delle differenze. Il cambiamento culturale parte da qui. Dalle scuole. E nel Trieste-Salario, dal Giulio Cesare.

LEGGI lo speciale sui dati delle violenze sulle donne (a cura di Cristiana Ciccolini)