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Ville storiche, i carabinieri in pensione battono cassa

di Emiliano Magistri

Oltre 90mila euro di rimborsi mai riconosciuti, da parte del Campidoglio, da febbraio fino a oggi. È questo il motivo per cui i volontari dell’associazione “Carabinieri di Nassyria” in pensione hanno deciso di incrociare le braccia e interrompere il servizio di apertura e chiusura dei cancelli delle Ville storiche di Roma. Risultato: ingresso vietato a Villa Chigi, ma adesso anche gli altri parchi del nostro quartiere rischiano la stessa sorte.

Il ritardo in dettaglio
“Sono mesi che i nostri volontari stanno rimettendo di tasca propria a seguito dei ritardi inspiegabili della burocrazia comunale – spiega a RomaH24 il responsabile delle relazioni esterne dell’associazione, Sandro Silbi -. Nessun pagamento è arrivato per rimborsare i costi di benzina o mezzi pubblici e, soprattutto, nessuna risposta è arrivata alle nostre segnalazioni”. Ma c’è dell’altro.

Non c’è solo il dipartimento Tutela ambientale
L’associazione non si occupa soltanto di garantire l’apertura e la chiusura dei cancelli delle Ville, ma anche di fornire la presenza su autobus e metro come deterrente per scippatori e malintenzionati in genere. In base a quanto spiegato dallo stesso Silbi, anche Atac sarebbe insolvente: “Dal 2016 a oggi la somma che sarebbe dovuta essere corrisposta ammonta a 198mila euro. Se sommiamo quanto conteggiato prima in riferimento al dipartimento Tutela ambientale, si arriva ad un ammanco di quasi 300mila euro: questo passivo rischia di comportare la scomparsa della nostra associazione”. Finito? Nemmeno per sogno.

La sentenza beffa
Una sentenza del tribunale di Roma ha stabilito le tempistiche entro le quali il Campidoglio e Atac potranno saldare il debito: “Il 31% dovrà essere versato entro i prossimi tre anni – spiega Silbi -, ma sapete quando potrà essere pagato il restante 69%? Nel 2038“. Avete letto bene: tra vent’anni.

L’appello dei volontari
Cosa può fare l’associazione in tutto questo? “Vorremmo che la sindaca Raggi sbloccasse questa situazione per una questione di rispetto verso l’attività che noi svolgiamo con estrema passione e dignità. Il volontariato non può essere umiliato in questo modo – conclude – speriamo che non si tratti di una campagna specifica contro questo tipo di impegno”.

Al momento nessuna risposta ufficiale è arrivata da Roma Capitale, mentre i carabinieri in pensione aspettano addirittura che venga approvata in Aula la delibera contenente i fondi destinati alla loro attività.

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