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Villa Paolina, la Cam spiega perché si può abbattere

di Sergio Campofiorito

«L’attuale villa Paolina niente ha in comune con l’edificio costruito nel 1922 dalla famiglia Cohen. L’immobile originario era meritevole di tutela artistica e di certo non l’avremmo comprato, l’odierna costruzione di largo XXI aprile no». Esce allo scoperto la Cam, la società che possiede l’ex convento, e rilancia ai mittenti ogni accusa al riguardo la regolarità del loro progetto. La Cam attende soltanto il nulla osta del Comune per abbattere villa Paolina ed avviare la costruzione di un moderno condominio.

«L’ex villino Cohen – illustra l’ingegnere Angelo Marinelli, 65 anni, amministratore unico della società – fu costruito nel 1922 da una famiglia ebraica che preferì riparare in America, anticipando le persecuzioni. L’edificio originale era composto da un piano seminterrato e da due piani rialzati. Quando passò in mano alle suore e fino al 1946, il fabbricato è stato profondamente modificato, nella forma e nei volumi, fino a giungere all’attuale profilo. In appena 24 anni, dunque, il villino in stile liberty immaginato dai Cohen è stato completamente trasformato nell’attuale palazzina Paolina». Stando alle foto d’epoca, l’unica cosa rimasta come nel 1922 sono le mura del perimetro esterno con annesse inferriate. «Quelle resteranno intatte – promette Marinelli – tutto il resto, come certificato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, “non riveste l’importante interesse artistico e storico richiesto dalla norma di tutela” (parere risalente al 2017, ndr)». Parere che ricalca quello del Comune, datato luglio 2016: “Sull’immobile non risultano individuati elementi che presentano particolare valore urbanistico, architettonico, archeologico e monumentale, culturale, da conservare e valorizzare”. La Cam si fa forte anche di uno studio condotto dall’architetto Luca Ribichini, professore de La Sapienza, che indica suggerisce come “L’immobile non può essere considerato di interesse storico”.

L’edificio dopo il bombardamento di San Lorenzo (luglio 1943)

Tutti pareri ribattuti con forza dai comitati che hanno eretto villa Paolina a simbolo della loro lotta. Secondo le associazioni, lo stabile conserva comunque un interesse storico – artistico e come tale deve essere tutelato dalle istituzioni. «Se li avessi davanti – chiosa Marinelli – vorrei dir loro che siamo persone per bene che operano nella legalità; che l’abbattimento di villa Paolina è un nostro diritto che nessun ente ci ha negato e che la nuova costruzione è bella e in armonia con l’ambiente circostante».

RomaH24 ha potuto vedere in anteprima il progetto del nuovo stabile che dovrebbe sorgere sulle polveri dell’ex convento: ha una pianta simil pentagonale cava all’interno (dove dovrebbe ritagliarsi una corte condominiale); l’altezza è esattamente la stessa (quasi venti metri) dello stabile attuale, suddivisa in sei piani ai quali vanno aggiunti ulteriori due interrati (dedicati ai box auto).

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