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Villa Paolina, altri edifici religiosi a rischio abbattimento

di Marco Liberati

“Abbiamo scritto anche a Papa Francesco per fermare questa operazione speculatoria: oltre Villa Paolina altri gli edifici ecclesiastici dall’altro valore storico e architettonico sono stati messi in vendita dalla Cei“. Cristina Rinaldi, presidente del comitato Salviamo Villa Paolina lancia un nuovo allarme.

Lo storico villino di via XXI aprile, che ospitava l’istituto scolastico delle Suore della Carità Cristiana, è stato acquistato dalla società “Cam” che ha presentato un progetto di demolizione e ricostruzione, operazione permessa dalla legge di rigenerazione urbana del Lazio del 2011 approvata dall’allora Giunta Polverini. “L’otto novembre abbiamo in programma una conferenza stampa con Italia Nostra,  associazione impegnata nella salvaguardia dei beni architettonici del nostro paese, per spiegare i motivi della diffida che abbiamo inviato a Mibact e Comune”, spiega la Rinaldi che poi entra nelle specifico, spiegando le differenti posizioni di Stato e amministrazione locale. “Noi vogliamo l’annullamento del parere negativo del Mibac sulla nostra richiesta di sospensione. Questo parere si aggiunge a quello dato due anni fa dalla Soprintendenza statale, che per noi è falso e contraddittorio, soprattutto rispetto a quello opposto emesso dalla Sovrintendenza capitolina“.

Ci sarebbe quindi una contraddizione che però rischia di far abbattere Villa Paolina, come accaduto al villino di via Ticino. “Il permesso di costruire è stato concesso in base al parere della Soprintendenza, ma noi contiamo che l’edificio venga inserito nella Carta della qualità del Comune e quindi dichiarato paesaggisticamente intoccabile”. Il comitato punta il dito contro l’attuale soprintendente: “Francesco Prosperetti potrebbe fare molto. Se lo volesse potrebbe emettere un atto di annullamento”, continua la Rinaldi. Italia Nostra ha come obiettivo non solo la salvezza di Villa Paolina, ma anche l’istituzione di un vincolo più ampio, perché all’orizzonte si profila un nuovo pericolo: “Abbiamo scoperto che il Mibact ha una lista di edifici ecclesiastici, dall’alto valore storico, che la Cei, la conferenza Episcopale italiana, vuole dismettere e vendere. Non siamo riusciti ad avere l’ubicazione e saremo costretti a fare una richiesta di accesso agli atti per scoprire cosa si cela sotto”.

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