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Vi sveliamo i segreti della Casa Totiana del Trieste-Salario

di Antonio Tiso

Nasce una casa biblioteca per il Trieste-Salario. La Casa Totiana si apre al quartiere e dall’autunno ospiterà incontri culturali aperti a tutti. Il centro studi di via Ofanto, dedicato al giornalista e artista di fama internazionale Gianni Toti e alla moglie Marinka Dallos, esiste dal 2008. Al suo interno trovano posto i documenti e i libri di una vita. Fino a oggi l’abitazione dove Toti ha trascorso gli ultimi due anni della sua vita, era un luogo aperto a un pubblico di nicchia. Dall’autunno, però, diverrà un punto di riferimento anche per gli abitanti del Trieste-Salario. Come? Attraverso incontri rivolti a ogni fascia di età, dagli studenti ai pensionati. È questa l’intenzione di Pia Abelli Toti, che con il giornalista ha condiviso la vita dal 1996 fino alla morte.

“Credo nella messa in comune dei beni privati – spiega a RomaH24 -. Questo è un territorio ricchissimo di beni, ma le case, coi loro patrimoni di cultura, restano chiuse. Io desidero che la mia respiri e diventi un motore di idee per il quartiere. Gianni scrisse tantissimo, si dedicò al giornalismo, alla poesia e al cinema. Nella sua carriera collaborò con Zavattini e Godard, fu inviato a Cuba e in Vietnam. La sua fu una vita piena. Visse tante vite in una. Fu amico di Neruda, Pasolini, Cortàzar, Che Guevara, ma anche di artisti e poeti da tutto il mondo. In questa casa custodiamo tutto il suo archivio, liberamente consultabile da oltre dieci anni”.

Girare all’interno della Casa Totiana fa in effetti una certa impressione: 15.000 volumi catalogati e consultabili. Un archivio di migliaia di documenti per l’80% archiviati e in corso di digitalizzazione a cura della start up Poetronicart. Poi il fondo con le video opere di Toti realizzate dagli anni ’80 al 2000. Questo è uno spazio che la Sovrintendenza e la Regione Lazio hanno riconosciuto come fondo di particolare interesse storico. Eppure quanti nel Trieste-Salario ne sono a conoscenza? Da qui l’idea di farlo vivere e aprirlo a tutti. “Giunta alla mia età – prosegue Pia Toti – sento il bisogno di trasformare questo spazio in un luogo rigenerante anche per i più giovani”.

Per parlare del suo progetto Pia Abelli Toti ha riunito attorno a sé alcuni ex professori di liceo della zona. Si sono incontrati il 6 giugno, in una calda mattinata di inizio estate. Ludovico Fuci, docente oggi in pensione di storia e filosofia al Giulio Cesare, ci ha raccontato il focus del primo incontro: “Dopo l’estate partiremo con incontri e iniziative. Il nostro obiettivo è dare stimoli contro il pensiero unico che si sta diffondendo, attivare un senso critico, aprire le menti andando a frugare negli angoli più nascosti, perché lì si possono trovare dei tesori”. Intanto il primo appuntamento per approfondire la figura di Toti e vedere le sue video opere è il 20 giugno al Macro, dalle 16 alle 20, in sala cinema.

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