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Un premio per tutto il quartiere. Rebecca Spitzmiller al Quirinale

di Antonio Tiso

Era emozionata Rebecca Spitzmiller quando, alle 12 di questa mattina, è salita al Quirinale. La fondatrice di Retake fa parte dei 33 cittadini premiati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un’onorificenza per l’impegno civile. Ufficiale dell’Ordine al Merito è il titolo che Rebecca ha ricevuto: un importante riconoscimento anche per tutti gli attivisti del decoro urbano che ogni giorno si battono per la cura del Trieste-Salario.

Perché ora Retake è un movimento su scala nazionale, con gruppi che vanno da Brescia ad Agrigento. Ma tutto è partito da qui, nella zona dell’Africano. Per dare un’idea del peso specifico che questa realtà ha guadagnato nel tempo, lasciamo parlare i numeri. Solo nel Trieste-Salario, il quartiere dove è nato, Retake vanta, a oggi, 1.338 membri, che salgono a 50.639 se contiamo i follower della sua pagina Facebook. Praticamente gli abitanti di una provincia italiana.

“Siete esempi a cui ispirarsi perché adottate comportamenti positivi per la comunità”, sono le parole cardine con cui Mattarella ha ringraziato gli eroi civili.

Rebecca, elegantemente vestita di rosso e di nero, è in fermento e, mentre riceve l’onorificenza, ha la mente già proiettata al futuro e alle prossime iniziative: “Questo riconoscimento va condiviso con tutti i nostri attivisti, è una bella scarica di adrenalina per il futuro”. Raggiante e incredula, poi, “l’uragano del Trieste Salario” – questo il suo soprannome – va col pensiero ai giorni in cui tutto ebbe inizio: “Quando abbiamo dato vita a questa avventura, mai avremmo immaginato di poter un giorno ricevere un riconoscimento di questa importanza”.

Insieme a “uragano” Rebecca”, al Colle c’erano anche le cofondatrici del movimento, Paola Carra, detta “vulcano”, e Lory Hickey, “terremoto”. Carra sottolinea il ruolo che la Spitzmiller ha avuto in questo progetto: “Sono felicissima per il riconoscimento dato a Rebecca perché è la nostra ispiratrice. Ormai in Italia siamo tantissimi retaker. Ricordo ancora come siamo nate. Eravamo sedute su un prato a Villa Borghese e ci dicemmo che volevamo una Roma all’altezza della sua bellezza”.

LEGGI lo speciale con l’intervista (a cura di Antonio Tiso)