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Saldi, i commercianti del quartiere chiedono tutele

di Antonio Tiso

Salvaguardare i negozi di quartiere con una riforma delle leggi in materia di saldi, promozioni e svendite. È questa la richiesta avanzata ai rappresentanti di Regione e Campidoglio da Botteghe Storiche di Roma, Commercianti Romani Uniti e Roma Produttiva durante l’incontro dello scorso 5 dicembre a viale Somalia, da Kent.
Un rendez vous per sottolineare i problemi che soffocano le piccole attività di quartiere e chiedere con urgenza provvedimenti a tutela. I negozi sotto casa, stando ai dati raccolti da Botteghe Storiche di Roma, sono fortemente penalizzati dalle grandi distribuzioni e dal commercio online che applicano politiche dei prezzi selvagge.
Servono regolamenti rigidi e uguali per tutti, la richiesta, “per evitare la chiusura lenta e graduale delle piccole attività ed evitare così l’impoverimento dei quartieri, dove i negozi storici sono luoghi di riferimento a tutti gli effetti per i residenti, non solo a livello commerciale, ma anche per la cura e tutela delle strade”, spiega Giulio Anticoli, presidente di Botteghe Storiche.

La grande distribuzione e la vendita online
“Abbiamo chiesto a Regione e Campidoglio di regolamentare le leggi in materia di saldi, promozioni e svendite”, spiega Giulio Anticoli, presidente di Botteghe Storiche di Roma.
“Ora c’è troppa confusione, le grandi distribuzioni e l’online ne approfittano selvaggiamente. Se non si interviene regolamentando la giungla attuale dei prezzi con leggi rigide e valide per tutti, continuerà la lenta scomparsa dei negozi di quartiere. E questo comporterà una grave perdita per Roma e i suoi abitanti che si troveranno a vivere una trasformazione radicale del territorio”, conclude Anticoli.

Sanzioni più severe per i trasgressori
“Chiediamo che i saldi inizino veramente a fine stagione”. È questa la prima richiesta contenuta nel documento che Botteghe Storiche di Roma, Commercianti Romani Uniti e Roma Produttiva hanno presentato a Campidoglio e Regione Lazio per regolamentare la giungla attuale delle offerte e delle promozioni. Lo scopo? Evitare la chiusura lenta e graduale dei negozi nei nostri quartieri, danneggiati da una gestione selvaggia di saldi e svendite.
Tra le altre richieste, la garanzia che “la merce soggetta a sconto venga contrassegnata in vetrina con prezzo d’origine e che le vendite promozionali siano motivate solo da un conseguente rinnovo dell’attività commerciale”.
E infine, nel documento, i commercianti chiedono che “ai trasgressori venga applicata una sanzione pari al volume degli affari e la sospensione della licenza da tre giorni in su a seconda della recidività dell’illecito”.