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Nel cuore di Coppedè il ritrovo per chi ama idee e buoni libri

di Camilla Palladino

È un’anima giovane e al tempo stesso antica quella di Francesca Piro, l’anatomopatologa appassionata di letteratura che nel suo appartamento – nel cuore del Coppedè – ha saputo ricreare l’atmosfera dei circoli culturali dell’Ottocento. Il suo progetto si chiama “La linea d’ombra”, e consiste in un vero e proprio salotto letterario, in cui le persone si incontrano due volte al mese per discutere e scambiarsi opinioni, ponendo una particolare attenzione sulla lingua e sul linguaggio usati. Spesso il dialogo supera l’ambito strettamente letterario e s’inoltra in quello più ampiamente culturale e politico. Giornalisti, scrittori, pittori, fotografi, conduttori televisivi e radiofonici: sono invitati tutti coloro che hanno una bella storia da raccontare. E poi c’è il pubblico, composto da chiunque voglia partecipare, previa prenotazione. Francesca si definisce una lettrice onnivora, e conosce le opere di tutti i suoi invitati.

Com’è nata la “Linea d’ombra”?
«È nata come una vera e propria esigenza personale. Io mi sono diplomata al Giulio Cesare, ma ho abbandonato le materie letterarie quando ho scelto di diventare medico. Anche se non ho mai rinunciato alla cultura umanistica. Ho coltivato questa passione frequentando presentazioni di libri, mostre nei musei e, in generale, ambienti in cui si “parlasse bene”, in cui ci fosse un’attenzione particolare per la lingua e il linguaggio. In più, sono una lettrice onnivora e accanita. Sono nata e cresciuta senza la televisione per una scelta dei miei genitori, quindi divoro libri da quando sono bambina. Questo mi ha portato, dal 2014, a intraprendere insieme allo scrittore Simone Perotti un progetto di navigazione culturale e scientifica nel Mediterraneo. Da quasi cinque anni solchiamo le onde del “nostro” mare con una barca (che si chiama appunto Mediterranea, ndr), per incontrare scrittori di diverse nazionalità e, insieme a loro, aprire un dibattito sul Mediterraneo, non solo come luogo di tragedie ma come culla dell’umanità. Con questa esperienza ho ripreso il contatto con gli ambienti letterari, e in poco tempo è nata in me l’idea di creare la “La linea d’ombra”. Dal 2015 ho aperto le porte di casa mia a chiunque voglia partecipare agli incontri. Ovviamente il mio progetto non esclude le librerie, infatti collaboro con una piccola libreria indipendente del quartiere (Pagina 272, in via Salaria, ndr). Quando i protagonisti degli incontri sono scrittori, i titolari vengono con le loro copie del libro e creano un piccolo corner all’interno del salotto».

Come si svolgono gli incontri?
«L’ambiente domestico ha un po’ un effetto sorpresa sulle persone nuove che arrivano, quindi cerco di creare un’atmosfera piacevole, che metta tutti a proprio agio. L’appuntamento è mezz’ora prima dell’inizio della presentazione. In questo modo, da una parte, evito che i ritardatari citofonino mentre l’autore sta leggendo, dall’altra ho il tempo di offrire un aperitivo a tutti i partecipanti. È il modo migliore per rilassarsi, lasciare fuori tutto, e predisporsi nella maniera più idonea all’ascolto e al dibattito culturale. La mia intenzione è quella di ricreare un’esperienza antica, come quella dei salotti letterari dell’Ottocento, rendendola contemporanea. Le presentazioni si trasformano sempre in un dialogo tra l’ospite e il pubblico, e questo è sicuramente agevolato dallo spazio intimo e confortevole del salone di una casa. Un bicchiere di vino, una chiacchierata, uno scambio di opinioni. Questo è “La linea d’ombra”».

Quante persone partecipano, in media, agli eventi?

«Inizialmente solo amici e parenti. Poi gli amici hanno portato i loro amici, gli autori hanno portato i loro lettori, e si è creato il passaparola all’interno del quartiere, ma non solo. In alcuni incontri abbiamo superato le 50/60 presenze, ma in media siamo 20/25 persone. In ogni caso, il pubblico de “La linea d’ombra” è composto da tre generazioni. Quella di mia madre, la mia, e quella degli studenti universitari tra i venti e i venticinque anni. E questo è un altro lato interessante del salotto, per la comunicazione che si crea tra persone di età diverse. Ricordo, per esempio, la faccia scandalizzata e confusa di tre donne, tra cui mia madre, mentre uno degli ospiti parlava di tecniche sessuali “estreme”».

Parliamo degli ospiti? È facile comunicare con loro?

«Ci sono “personaggi” più facili da rintracciare e altri che impongono il filtro dell’ufficio stampa. E purtroppo non sempre comprendono il potenziale dell’intimità e del dialogo che si creano a “La linea d’ombra”. In qualche occasione sono state vendute diverse decine di copie dei libri. Cosa che, come mi hanno raccontato gli stessi scrittori, non accade neanche durante le presentazioni nelle grandi librerie».

Quali sono i prossimi eventi in programma? 

«Organizzo in media due incontri al mese. Ma solo da settembre a maggio, perché quando le giornate si allungano e inizia a fare caldo le persone non vogliono stare chiuse in casa. Per i prossimi incontri è prevista, il 15 gennaio, la presenza di Luigi Guarnieri, scrittore e drammaturgo che parlerà dell’opera “Forsennatamente Mr. Foscolo”. E il 29 gennaio quella di Roberto Cotroneo, giornalista, scrittore e fotografo, che presenterà il suo libro “Niente di personale”. Tra gli altri ospiti, che hanno partecipato o che parteciperanno, risultano la scrittrice Emanuela Diliberto (sorella del più noto Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ndr), il giornalista e saggista Davide Vecchi, il conduttore di Radio Popolare Milano Maurizio Principato, la fotografa Patrizia Traverso, il musicista Carlo Ghirardato, e infine gli scrittori Simone Perotti e Tea Ranno».

Cosa bisogna fare per partecipare agli incontri?

«Per essere inseriti nella mailing list del salotto letterario e partecipare agli eventi basta prenotarsi, mandando un messaggio alla pagina Facebook “La linea d’Ombra Lettori, sogni, autori Roma”, o all’indirizzo e-mail lalineadombra.roma@gmail.com. Gli eventi sono totalmente gratuiti, tranne quando gli ospiti non sono di Roma e mi chiedono di pagargli il viaggio: in questo casi chiedo una quota di partecipazione minima. Il tema degli incontri di quest’anno è “In direzione ostinata e contraria”, da una canzone di Fabrizio de André. Lo scopo è quello di affrontare gli argomenti da un punto di vista diverso da quello comune».

Il personaggio: Classe 1969, Francesca Piro è nata e cresciuta nel Trieste-Salario, nel cuore della zona Coppedè. Si è diplomata nello storico liceo classico del quartiere, il Giulio Cesare, per poi cambiare rotta e laurearsi in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in anatomia patologica, all’università degli studi di Roma “La Sapienza”. Da 19 anni si occupa degli esami istologici in un ospedale pubblico di Roma, ma non abbandona le sue passioni. Dal 2014 ha intrapreso il progetto di navigazione culturale e scientifica “Mediterranea”, che si concluderà a Genova nel 2019. E dal 2015 ha creato “La linea d’ombra”, organizzando incontri letterari nel salotto del suo appartamento.

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