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“Cinema e fiction ma per rigenerarmi torno a Villa Ada”

di Cristiana Ciccolini

Una donna forte, consapevole di se stessa e del suo valore. E che vuole essere un esempio per le altre, soprattutto per quelle che si lasciano sottomettere in amore e sul lavoro. Lidia Vitale, attrice di film per il cinema e di fiction, ha lavorato con molti grandi registi e attori. E da qualche tempo è anche passata dall’altra parte della cinepresa, come regista e produttrice. In questo periodo alcuni suoi cortometraggi partecipano a Festival nazionali e internazionali di settore. In queste settimane sta girando la seconda serie della fiction Rai “I Medici” che andrà in onda la prossima stagione. Ha trascorso la sua vita nel quartiere Trieste-Salario, in zona Africano, dove oggi riesce a stare poco a causa dei suoi impegni di lavoro che la tengono in giro per l’Italia e il mondo.

Che ricordi del quartiere porta con sé?

“Bellissimi. La mia infanzia, la scuola, l’adolescenza, i primi amori, i miei nonni, tutto porto con me – sono tutte memorie emotive, che porto perfino nei personaggi che interpreto. Mi piace ripensare a quando, da adolescente, trascorrevo ore nella sala giochi che si trovava a corso Trieste vicino alla pasticceria Marinari – ero un’autentica campionessa del videogioco Pac-Man – lì aspettavo il mio fidanzatino di allora che veniva a prendermi in moto. Insieme giravamo nel quartiere. Tempi lontani…”.

Tra un set e l’altro, quali luoghi continua a frequentare nel Trieste-Salario?

“Sicuramente Villa Ada, parco dove ho sempre praticato sport all’aria aperta e che rivedo sempre con piacere perché tutto quel verde mi rigenera. E poi mi ricorda quando da ragazzina ci andavo con gli amici per sederci sul prato e passare pomeriggi a ridere e a guardare il cielo”.

Lei svolge uno dei mestieri più belli del mondo. Quando ha capito che voleva fare l’attrice?

“Già da bambina. Nella mia scuola elementare si svolgevano spettacoli di teatro, e per cinque anni sono stata la protagonista”.

Quando si è resa conto che recitare poteva diventare un lavoro?

“Quando mi hanno presa per il film “La meglio gioventù”, diretto da Marco Tullio Giordana. Ero sicura che quelle sarebbero state le ultime foto che consegnavo per un casting, invece il regista mi ha voluta sul set. Facevo altri mille lavori all’epoca, desideravo proseguire a recitare e avevo mia figlia piccola. Però, già allora, pensavo di non volere mai mettere a repentaglio la mia felicità per un lavoro. “Non so se ti devo benedire o maledire!”, dico sempre a Giordana quando lo incontro. Ma non c’è dubbio che era così che doveva andare”.

Quali sono i ruoli che sente maggiormente suoi?

“Difficile dirlo, perché ogni personaggio è un’opportunità per andare a scoprire qualcosa di me, quindi è un lavoro molto introspettivo. Così come è vero il contrario: qualunque ruolo si porta appresso una parte di me. Ci sono comunque personaggi che mi sono piaciuti molto. Nella serie “I Medici”, ad esempio, interpreto una clochard che ha un ruolo centrale nella storia. È stato interessante studiare i senza tetto, i loro drammi ma anche la loro libertà di esprimersi. E mi è piaciuto molto anche fare la prostituta nel cortometraggio “Piccole avventure romane” di Paolo Sorrentino, uscito qualche settimana fa, dove all’età di 46 anni mi hanno fatto interpretare un ruolo sexy, indossando abiti succinti”.

Che rapporto ha con il suo corpo?

“Sono migliorata nel tempo, mi sento e mi vedo più bella. Ma so che è tutta una questione di consapevolezza. Il processo interiore che ho fatto negli anni, anche grazie alla pratica del buddismo, mi ha consentito di trovare il mio valore. Cosa che auguro ad ogni donna. Ora, infatti, mi definisco un’attrice confidente di me stessa”.

Le scene di sesso, quindi, le interpreta senza alcun tabù?

“Non sono io a interpretarle, ma l’attrice… (ride, ndr). Vestire i panni di un’altra persona ti fa sentire più disinibita”.

Con chi le piacerebbe lavorare in futuro?

“Di nuovo con Mike Van Diem, il regista di “Tulipani”, nel quale ho avuto l’onore di lavorare, uscito nel 2017, e – perché no? – con Matteo Garrone. E un altro grande sogno è David Lynch: voglio lavorare con i visionari”.

Lei è impegnata a lanciare un messaggio sulla parità di genere e contro la violenza sulle donne.

“Sulla scia dei princìpi promossi da Women for Fest – una rete mondiale per portare un cambiamento a livello culturale e sociale sulla parità di genere sul posto di lavoro – per il mio nuovo cortometraggio ho voluto un cast e uno staff tutto al femminile. Il corto, di cui sono regista e produttrice, si chiama “Tra fratelli” e sarà presentato in anteprima sabato 17 novembre al Cinema Aquila. In un altro mio corto, “Le gonfiate”, in concorso al Roma Web Fest, tratto proprio il tema della violenza. Inoltre, in ogni set cerco di prendere delle posizioni precise per far notare se il ruolo assegnato a una donna lancia un messaggio sbagliato e svalutante. E comunque sicuramente il mio impegno si manifesta dando il mio esempio”.

Come fa a dare l’esempio?

“Mi sono resa conto che risolvere i traumi personali subìiti nella vita privata ti permettere di riconoscere il tuo valore e quindi di saper gestire più facilmente anche relazioni di lavoro. Ho impiegato vent’anni a rinunciare ai sorrisini di convenienza. Non saper dire no, infatti, si ripercuote su tutto. Non si devono accettare battute idiote, sessiste, svalutanti: mai essere compiacenti”.

 

IL PERSONAGGIO

Laureata in Sociologia, Lidia Vitale ha svolto parte del suo percorso di studi ad Amsterdam e frequentato l’Actors’ Studio di Los Angeles, dove ha vissuto per un anno. I film che l’hanno resa nota al cinema sono La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana e I nostri ragazzi di Ivano De Matteo. Nel 2017 è uscito nelle sale Tulipani, che l’ha vista protagonista per il premio Oscar Olandese Mike Van Diem e ha partecipato al film di Andrea Molaioli, Slam – Tutto per una ragazza nonché a The Start Up di Alessandro d’Alatri. Attualmente è sul set della seconda serie Sky I Medici ed è anche impegnata nella nuova serie Fox Romolo & Giuly – La guerra mondiale italiana. È appena uscito il corto Piccole avventure romane di Paolo Sorrentino, dove veste i panni di una prostituta. Da regista, infatti, sarà nella nuova edizione del Festival Riff, sabato 17 novembre dove presenterà, al Cinema Aquila di Roma, l’anteprima del corto da lei diretto e prodotto Tra Fratelli. E con il suo corto Le Gonfiate sarà in concorso per il Roma Web Fest.