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Carpentiere giramondo: Nereo, il clochard amico del quartiere

di Antonio Tiso

Per molti era un amico. Viveva in strada e in strada è morto. Nereo se n’è andato così, investito da una donna di 56 anni che poi si è data alla fuga. L’incidente è avvenuto intorno alle 4.50 di lunedì 7 gennaio all’altezza del civico 36 di corso d’Italia, nella zona tra Salario e Porta Pia, dove viveva da vent’anni. Il senzatetto era conosciuto nel quartiere e lo si vedeva in giro sempre con il suo cane Lilla, che è stato trovato impaurito sul luogo dell’incidente.

Ma chi era Nereo?
Veneto di San Bonifacio, un paesino in provincia di Verona, l’uomo era arrivato a Roma nel 1992. Per una vita aveva lavorato come carpentiere all’estero. Somalia, Etiopia, Arabia Iran, Iraq, Germania e Russia. Si era stabilito vent’anni fa nel Trieste Salario, all’angolo tra via Po e corso d’Italia. Leggeva tantissimo, soprattutto libri gialli. Molti nel quartiere lo ricordano intento nella lettura al sole. Con il cane Lilla, cui era molto affezionato, condivideva il giaciglio. D’inverno e d’estate. Percepiva una pensione minima con cui pagava i conti, al bar come alla tavola calda. Uno dei suoi ultimi acquisti era stata la bicicletta con cui si spostava per la città. “40 euro ben spesi” aveva raccontato a RomaH24 solo pochi giorni prima di morire tragicamente. Ogni mattino accendeva un vecchio cellulare per chiamare la sorella che ancora vive in Veneto. Il tempo di un saluto, “Ciao, come stai?”, poi lo spegneva. Conosciuto per la sua dignità, teneva con ordine e cura l’angolo di Roma dove viveva. La sveglia presto, alle 4:30, e poi via per un giro di colazioni. Due, tre a seconda del freddo che faceva. Una passeggiata a piazza del Popolo e il pranzo. La passione per la carbonara lo portava da Paolo, una tavola calda a piazza Fiume. La sera si coricava alle 21. Ci teneva molto a presentarsi bene. Raccontano che pochi giorni prima di Capodanno fosse andato a tagliarsi i capelli da uno storico barbiere a via Ancona. Per molti era un solitario con cui potevi sempre scherzare amabilmente di tutto.

I ricordi del quartiere
“Nereo era una persona generosa e gentile con tutti”. A raccontarlo, con la voce rotta dalla commozione, è Claudia, che lavora nel bar di piazza Fiume dove il clochard andava quotidianamente. “Veniva qui la mattina molto presto, con il suo cane, a cui mio marito dava sempre da mangiare. Nereo si raccomandava che non entrasse mai nei locali per non sporcare, ci mancherà moltissimo”. Sono tante le voci dal quartiere che in queste ore hanno pianto per Nereo. Non sono frasi di circostanza le loro. L’uomo era davvero amato nella zona. “Era una persona gentilissima. Tutti i giorni gli portavo un dolcetto, come si fa con un vicino di casa”. Sono le parole sentite di Sarìa Tagliaferri, residente di zona. “Leggeva tantissimo. Viveva con grande dignità. Il suo angolo era sempre pulito”.

Il funerale e un nuovo padrone per Lilla
I volontari di Sant’Egidio lo conoscevano bene Nereo. Saranno loro a organizzare i funerali e un momento di preghiera per ricordarlo. Intanto la cagnolina Lilla è al canile della Muratella e molti si sono già detti disponibili per prenderla in affidamento.

Le indagini in corso
Nel frattempo è spuntato un testimone. C’è chi ha assistito all’incidente che è costato la vita a Nereo. Stando alle informazioni in possesso di RomaH24, all’altezza dell’incrocio con via Po, un’auto avrebbe colpito il senzatetto che stava attraversando la strada in un punto sprovvisto di strisce pedonali e, dopo essersi fermata per vedere cosa fosse accaduto, sarebbe poi ripartita senza prestare soccorso. Stando a quanto trapela da fonti di polizia, per l’identificazione dell’investitore sarebbe questione di ore.

GUARDA il video dell’incontro tra RomaH24 e Nereo

LEGGI la ricostruzione della polizia locale

LEGGI la mobilitazione per la cagnolina Lilla

LEGGI il ricordo del quartiere