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Bike sharing, così il quartiere invidia le altre città

di Emiliano Magistri

Arancioni, pulite e parcheggiate nell’area di sosta prevista. Ma soprattutto, integre. Sono le biciclette di Mobike, il servizio di bike sharing nella città di Bologna. Attivo dal 19 giugno 2018, mette a disposizione, nelle strade del capoluogo, 24 ore su 24, 1000 biciclette a 3 marce. Ma non solo. Entro tempi brevi la flotta verrà portata a 2.500, con almeno 250 biciclette a pedalata assistita, con oltre 200 Mobike Hub (gli spazi riservati alla sosta delle biciclette).
Proprio come Roma, vero? Proprio come il Trieste-Salario, da dove oBike, la società di bike sharing di Singapore, lo scorso ottobre ha tolto le tende per le eccessive perdite economiche, frutto molto spesso dei danneggiamenti a carico dei mezzi, di volta in volta, noleggiati. Una retromarcia dell’azienda che, dopo essere approdata nei Municipi I e II, ha portato la nostra città a essere l’unica grande Capitale senza un servizio di bike sharing.
RomaH24, oltre ad aver documentato, più volte, i numerosi atti vandalici che, in città e nel quartiere, sono stati riservati alle biciclette gialle, ha voluto stilare un quadro su quello che, invece, è il servizio di bike sharing offerto da altri capoluoghi italiani. Capoluoghi che, senza strafare, riescono a offrire un qualcosa di pubblica utilità grazie a una strategia sorprendentemente vincente: la civiltà.

Bologna
Per semplificare l’utilizzo da parte degli utenti sono stati predisposti spazi riservati alla sosta delle biciclette, i Mobike Hub, visibili nella mappa dell’app gratuita “Mobike” scaricabile da Apple Store o da Google Play. Dopo aver creato il proprio account con il numero di cellulare, vi arriverà il codice di verifica da inserire per pagare il deposito cauzionale con carta di credito o bancomat. Con l’app è poi possibile consultare la mappa, individuare la bicicletta più vicina e prenotarla non più tardi di 15 minuti dall’inizio della corsa. La tariffa è di 0,69 euro (ogni 30 minuti) se il mezzo è parcheggiato nei Mobike Hub e di 0,99 (sempre ogni 30 minuti) se è parcheggiato fuori. I Mobike pass (gli abbonamenti) sono previsti per periodi di 30, 90, 180 e 360 giorni.

Milano
Sono tre i bike sharing, di cui due “free floating” (cioè senza stalli, ndr) e migliaia di bici classiche ed “eBike”, le bici elettriche. Si chiamano OfoMobike e BikeMi i tre servizi milanesi. E mentre BikeMi è attiva dal 2008, le altre due sono “giovani”, nate a distanza di pochi mesi nel 2017. Ammonta a 17mila il totale delle bici a disposizione a Milano. BikeMi può essere trovata e lasciata solo in stalli appositi, ci sono infatti 280 stazioni predisposte insieme al Comune. Mobike e Ofo sono invece “free floating”, come era oBike a Roma, e possono essere posizionate ovunque, purché nelle aree stabilite dall’azienda. I costi variano. Noleggiare una bici di Mobike costa 0,69 centesimi ogni trenta minuti e sono previsti “pass” per 30, 90, 180 o 360 giorni. Con Ofo invece mezz’ora viene 0,50 centesimi e non è previsto alcun abbonamento. BikeMi fa pagare per forza un abbonamento giornaliero, settimanale o mensile. Un’intera giornata con BikeMi viene 4,50 euro e la prima mezz’ora è gratuita.

Torino
Sono due i bike sharing a disposizione dei cittadini. Si chiamano Tobike e Mobike (quest’ultima ha un servizio attivo anche a Milano e a Bologna). E mentre Mobike, funziona come la maggior parte dei bike sharing, tramite applicazione su smartphone, Tobike, essendo gestito dalla città di Torino, funziona diversamente. Per usare le bici di Tobike infatti occorre richiedere una card, online o in alcuni sportelli sparsi per la città, e acquistare un abbonamento orario, giornaliero, settimanale o annuale. Anche qui, come succede per le BikeMi di Milano, la prima mezz’ora è gratuita. Il giornaliero di Tobike costa 5 euro. Diversamente da Mobike, che è “free floating”, quindi le bici si trovano e lasciano ovunque, quelle di Tobike possono essere prese e riportate solo nelle 140 stazioni predisposte e distribuite sul territorio.

Napoli
La giunta comunale, a metà settembre, ha approvato la delibera che fissa le linee guida per il nuovo servizio. Almeno 6000 biciclette, sia classiche che elettriche, “free floating”, quindi che possono essere prese e lasciate ovunque, e disponibili 24 ore su 24. Nel frattempo, alcune ciclostazioni presenti in città, come quella in Vico Donnaromita, vengono utilizzate dai proprietari degli scooter per parcheggiarvi, con tanto di catena, i propri mezzi.