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Baby gang, nasce il comitato per la sicurezza “Genitori insieme”

di Daniela Mogavero

Dopo due mesi di intenso lavoro, di riunioni, e tre giorni di raccolta firme, è nato “Genitori Insieme”, un comitato di quartiere che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza del Trieste-Salario e di difendere giovani e anziani dagli episodi di violenza, catalogati troppo spesso soltanto come bullismo. «Ultimata la raccolta firme, il Comitato è ufficialmente costituito. Adesso bisogna soltanto registrare lo statuto, l’atto costitutivo e accreditarsi al Comune – ha spiegato l’avvocato Guido Rinaldi, tra i promotori – Il problema del quartiere non si limita a quelli che vengono definiti atti di bullismo: ci sono parchi pieni di persone che spacciano, che taglieggiano e che si rendono protagoniste di atti di violenza. Parlando di bulli si depotenziano atti dalla portata criminale, di vera e propria delinquenza, che accadono in zone del quartiere come piazza Mincio, piazza Annibaliano o largo Trasimeno».

Due mesi di lavoro per non essere inerti
Un lavoro lungo e faticoso che ha portato alla raccolta di quasi 70 adesioni, che potranno ancora crescere visto l’interesse suscitato dal Comitato che si riunirà la prima volta a metà giugno. Silvia Scardocci, anche lei promotrice dell’iniziativa, è mamma di una vittima di bullismo e ha il suo personalissimo punto di vista sul tema: «E’ una situazione che va avanti da mesi e che ha raggiunto un picco negli episodi dell’inverno e della primavera, con atti di violenza gratuita. Mio figlio ha consegnato i soldi, ma lo hanno preso a botte lo stesso e gli hanno rotto un dito – racconta – Dopo quanto accaduto non volevo rimanere inerte, nonostante le accuse di mancata denuncia che ci sono state mosse dalle forze dell’ordine. Non si può chiedere, a chi ha già subìto una violenza, un atto di eroismo senza la certezza che il colpevole venga punito. Anche per questo è nato ‘Genitori Insieme’ e, da quando è stata creata la chat, sono venuti fuori altri due casi di aggressioni. Potremo fare denunce come soggetto collettivo e tutelare i nostri figli».

La parrocchia “San Giuseppe” come casa del comitato
Il Comitato ha trovato una casa grazie al sostegno della parrocchia San Giuseppe di via Nomentana. «Abbiamo dato la disponibilità ai genitori con un obiettivo di incontro e di crescita – spiega don Emanuele Daniel, viceparroco – E’ importante dare soluzioni e capire come agire in queste situazioni, provando a vedere e individuare prima i segnali di quello che accade. La parrocchia ha messo a disposizione anche alcuni esperti, psicologi, avvocati, che possano aiutare e dare sostegno a chi si trova ad affrontare situazioni di disagio giovanile, non soltanto atti di bullismo».

LEGGI lo speciale – 1a parte (a cura di Daniela Mogavero)

LEGGI lo speciale – 2a parte (a cura di Daniela Mogavero)

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