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Straccia: “Il mio lavoro a tutela delle donne”

Difende i diritti delle donne. Viviana Straccia ci tiene a usare il femminile quando definisce la sua professione. “Sono una avvocata penalista – afferma – alcuni si stupiscono che io usi il femminile. Rispondo che la prima ad essere stata chiamata “avvocata nostra” è la Madonna nella preghiera Salve Regina”.

Perché lavori di più “alto livello” non sono coniugati al femminile? “Perché in passato erano riservati agli uomini. Oggi, grazie all’autodeterminazione le cose sono cambiate: se si può dire operaia si può dire anche magistrata”.

Viviana vive nel quartiere, è la presidente di Giuriste in genere, associazione nata tre anni fa che si occupa di far valere i diritti delle donne e dei loro figli attraverso lo sportello antiviolenza di via Siena 2. La prima a indicarle la strada del rispetto per se stessa e della difesa delle altre dallo sfruttamento maschilista è stata sua madre. “Mamma mi ha insegnato la cosa più importante di tutte: essere libera”, racconta. Il percorso da femminista è iniziato al liceo. “La mia professoressa di lettere del liceo Avogadro – racconta – mi ha avvicinato alla letteratura di grandi autrici come Virginia Woolf, Marcela Serrano e Sibilla Aleramo. Ma solo all’università, entrando a far parte di un collettivo femminista, mi sono potuta esprimere davvero”.

Mentre ancora studiava, Viviana, decide di svolgere un corso da operatrice antiviolenza in Differenza donna, e inizia a collaborare con l’associazione, una delle più accreditate e antiche nel settore. Una collaborazione durata otto anni, fino al momento in cui sceglie di aprirsi uno studio legale e dare vita alla sua realtà associativa (che coinvolge oltre 20 psicologhe e avvocate). “L’esperienza in Differenza donna è stata determinante per la mia formazione – commenta – lo è stato anche la conoscenza di Simonetta Massaroni: una donna speciale, la prima avvocata a Roma riuscita ad ottenere una condanna per riduzione in schiavitù in un processo per sfruttamento della prostituzione”.

Con Giuriste in genere l’avvocata cerca di far passare anche alcuni messaggi. “Le donne devono prendere sempre più consapevolezza del proprio valore e dire no a ogni forma di abuso e denunciando chi le maltratta. Quando un uomo prova a imporre privazioni e sottomissioni c’è solo una cosa da fare: allontanarlo. Purtroppo, però, sono ancora troppe le fidanzate, amanti, compagne e mogli che decidono di perdonare esponendosi così a gravi rischi”.

(Cristiana Ciccolini)