Trieste

Sechi: “Così la pizzeria è diventata la mia vita”

Suo padre era Agostino Sechi, proprietario della storica pizzeria a taglio “Agostino” e uno dei simboli del nostro quartiere. Lui, Roberto, ha da pochi mesi riaperto il locale di corso Trieste 66.

“Dopo la scomparsa di mio padre – racconta – ho voluto stravolgere il locale. Ho modificato anche la cantina: il mio è stato un importante investimento ma sono sicuro che ne varrà la pena”.  Adesso è lui il titolare del locale, ma la decisione di iniziare a lavorare con mamma e papà nell’attività di famiglia, aperta nel 1987, non è stata facile.

Non volevo stare in pizzeria né volevo studiare”, racconta. Poi, arrivò la scelta delle scuole superiori e Roberto preferì avere qualche soldino in tasca. “Mio padre – continua – mi venne a prendere a scuola il giorno dell’esame di terza media e disse: Beh, che hai deciso? Così, mi ritrovai nel locale ad imparare il mestiere, all’inizio solo a dare una mano: ero piccolo e svogliato”.

Tempi lontani quelli perchè Roberto ora ha preso le redini dell’attività e gestisce il locale molto apprezzato nel quartiere insieme a sua mamma, Elena, che ha un ruolo fondamentale: preparare alcune pietanze “sublimi” e soprattutto la famosa pizza con le patate, una specialità nata 40 anni fa, ancor prima dell’apertura della pizzeria. E anche Roberto, suo malgrado, anni fa ha dovuto mettersi ad impastare. “Non volevo imparare a fare la pizza – ricorda – perché significava lavorare più a lungo. Un giorno però in famiglia erano tutti ammalati e ho dovuto provare, avevo 17 anni. I clienti hanno apprezzato, quindi da lì ci ho preso gusto e non ho più smesso: a 20 anni, con mio fratello, ho iniziato a lavorare la sera, portando gli incassi al pari di quelli delle ore diurne”.

“Ricordo che ai tempi in cui ero ragazzino la nostra era una delle pizzerie più piccole di Roma: 23 metri quadrati”, spiega. Nel 2003 la sua famiglia comprò il locale accanto alla pizzeria (il barbiere) e nel 2018 ne ha acquistato ancora un altro (il bar). E tra poco l’imprenditore inaugurerà la stagione primaverile con i tavoli all’aperto. “È stato un percorso a rilento – conclude – ma oggi questo locale è la mia vita, ci sono dentro ricordi, affetti e speranze”.

(Cristiana Ciccolini)

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