Trieste-Salario

Romanelli, l’influencer proiettata nel futuro

 

Lavora da sempre nella comunicazione. È una giornalista, scrittrice, blogger, considerata una influencer nei suoi settori di competenza. Una delle caratteristiche che più emergono dalla personalità di Eugenia Romanelli è sicuramente la curiosità. Il suo lavoro è di continua ricerca con l’obiettivo di indagare sui possibili risvolti sociali, culturali e psicologici nella società del futuro.

Scrive per il suo blog su il Fatto Quotidiano dove racconta famiglie omogenitoriali: l’idea è nata da un progetto della facoltà di Medicina e Psicologia de La Sapienza di Roma, dove Eugenia ha formato addetti ai lavori sulla comunicazione da tenere con i componenti di questo nuovo tipo di nuclei familiari. Ma tiene anche una rubrica su l’Espresso, che si chiama Borderline, dove racconta di esperienze culturali, artistiche e nuove talenti.

Oltre ad aver scritto molti romanzi e diretto testate giornalistiche, ha lavorato anche come docente universitaria e tenuto molti corsi di scrittura creativa e di comunicazione. “La mia mission – spiega – è indagare sulle innovazioni sociali e culturali, mi diverte sfidare l‘immaginario. Mi piace giocare alla palla di vetro su nuove possibilità scientifiche, l’amore nel futuro, le nuove famiglie. Quindi il mio, in fondo, è un ragionamento sulla vita”.

Altro interrogativo che si pone la scrittrice, riguarda le conseguenze future derivanti dalla privacy e dall’inconsapevole uso dei social media e della tecnologia.

Al tema ha dedicato il suo saggio, “Web, social e etica” (Edizioni ETS), che presenterà venerdì 14 dicembre alla Camera dei Deputati, alle ore 17,30, e anche un altro libro in uscita ad aprile 2019.

“Tutti i miei lavori nascono dalla curiosità di sapere che succederà dopo di me, come evolveranno le nostre culture – afferma – quali saranno le ricadute psicologiche sui nostri figli. La mia ricerca si sviluppa su diversi piani, legati da un filo conduttore: un grande quesito esistenziale e sociale che ha alla base un forte bisogno di conoscenza. Tutto questo lo faccio mantenendo sempre un atteggiamento di osservazione, mai di giudizio”.

(Cristiana Ciccolini)