Trieste-Salario

Chi è la catechista di San Saturnino

di Cristiana Ciccolini

“San Saturnino è la mia seconda casa”. Laura Menna, laureata in Statistica, lavora come dirigente organizzativa in banca, ma nella sua vita ha sempre trovato spazio per attività di volontariato. È stata, infatti, una dei “ragazzi di San Saturnino”, giovani cresciuti nell’oratorio della chiesa e legati a doppio filo a tutte le attività della parrocchia.

“Da giovane – racconta – trascorrevo qui molto tempo, mi capitava di studiarci. È sempre stata una parrocchia accogliente, eravamo tanti giovani negli anni ’80, ci si incontrava lì, si pregava, ma soprattutto si socializzava”.

Da sempre Laura è impegnata a svolgere attività di solidarietà e aiuto per la comunità, in questi mesi partecipa a “Quartieri solidali”, un progetto della Caritas, portato avanti nella parrocchia, finalizzato a ridurre la solitudine degli anziani del quartiere.

“Faccio la catechista da molti anni – spiega – e sono parte del Consiglio pastorale parrocchiale, oggi però sto focalizzando il mio interesse agli anziani, per questo metto a disposizione le mie competenze organizzative per il progetto voluto da don Marco e proposto dalla Caritas di Roma. Si tratta di un’assistenza domiciliare cosiddetta “leggera”: alla persona che desidera trascorrere del tempo con noi, garantiamo due ore a settimana costanti per instaurare una relazione basata sulla compagnia”.

Prima di attivare il servizio, che si svolge nel domicilio dell’anziano richiedente, don Marco Valenti ha voluto far frequentare un percorso di formazione ai 25 volontari che hanno aderito, Laura compresa.

“La segreteria è attiva nella parrocchia dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12, al numero 065943963 o all’indirizzo e-mail qs.sansaturnino@gmail.com. Io mi occupo principalmente della comunicazione e curo il database – prosegue Laura – nonostante la famiglia e il lavoro trovo il tempo per portare avanti questo impegno, a cui tengo molto. In questo mondo frenetico in cui corriamo tutti, vince chi rallenta. Credo che dovremmo invertire la tendenza a beneficio di una maggiore profondità dei rapporti umani“.