Prati | La Storia

Viale Angelico, quando i carri armati portarono sigarette, caramelle e libertà

di Sergio Campofiorito

I carri armati americani sfilano lungo viale Angelico, Roma è finalmente libera dal giogo tedesco. Era il 5 giugno 1944, un lunedì, quando la titanica fila di cingolati si snoda lungo l’arteria di Prati. L’esercito oppressore di Hitler era in ritirata, l’eco delle bombe che aveva tolto il sonno durante la notte era ormai svanito, sostituito dal non meno tenebroso, eppur dolce alle orecchie, fragore dei possenti, sbuffanti motori. Acclamazioni e urla liberatrici di gioia, la gente poteva finalmente scendere in strada per festeggiare il ferreo cordone degli Alleati, ricevendone in cambio sigarette, caramelle e cioccolata. E la libertà.

Ci volle, dunque, quasi un anno per arrivare nella Capitale: la campagna d’Italia era, infatti, iniziata l’11 giugno 1943 con l’attacco degli Alleati all’isola di Pantelleria. La storia ricorda che i nazisti alzeranno definitivamente bandiera bianca il 29 aprile 1945 con la resa incondizionata del proprio esercito.

A minacciare la pace restavano i giapponesi, almeno fino a quando (agosto 1945) Hiroshima e Nagasaki vengono rase al suolo da Little Boy (“Ragazzino”) e Fat Man (“Obeso”): nomignoli affabili per due armi terrificanti. Ma questa è un’altra Storia.

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