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PratiBus, i dubbi dei residenti sul futuro dell’ex rimessa

di Fabrizio Corgnati

Per l’agenzia che lo ha realizzato, la Ninetynine Urban Value, è “un distretto per eventi nel cuore del quartiere Prati frutto di un importante progetto di riqualificazione dell’ex deposito Vittoria“. Dal punto di vista dei residenti, invece, il PratiBus District sembra piuttosto un oggetto misterioso, paracadutato all’improvviso nel bel mezzo del rione. “Qualche mese fa il comitato di quartiere si è mobilitato, ma da allora non abbiamo più saputo nulla. C’è grande incertezza”, ammette Massimo, un anziano abitante della zona.

Per ora gli appuntamenti inaugurali (una mostra d’arte e un paio di convention aziendali) non hanno creato grosse ripercussioni sulla viabilità, ma la prova del nove la si avrà solo a fine mese. Dal 24 al 27 gennaio, infatti, è in programma il primo evento su vasta scala, Altaroma Moda, e in quell’occasione i negozianti si aspettano prevedibili disagi per il traffico e i parcheggi. “Ci vuole poco per intasare piazza Bainsizza – spiega il barista Gabriele -. Qui si blocca tutto persino quando ci sono le partite. Almeno speriamo che i visitatori vengano a consumare qualche caffè”

Ma a preoccupare ancora di più i cittadini è la sorte a lungo termine dell’ex rimessa Atac. Cosa accadrà, insomma, alla scadenza di questo bando di assegnazione temporanea, della durata di soli otto mesi (prorogabili per altri otto)? “È questo il dubbio che ci tormenta”, conferma l’edicolante Andrea. Il piano dell’amministrazione è quello di vendere l’area e sono in molti a temere che gli eventuali acquirenti puntino a costruirci un grattacielo o un centro commerciale. Una prospettiva che toglie il sonno in particolare ai commercianti locali.

Non è giusto – tuona Mario, da 35 anni il macellaio storico del quartiere -. Contro la costruzione dell’ennesimo supermercato siamo pronti a protestare, con civiltà ma con decisione. Potremmo anche chiedere i danni…”. Gli fa eco Gabriele, dal suo bar: “Non mi pare il caso di dedicare quello spazio ad un centro commerciale, quando in zona mancano servizi ben più importanti, come un piccolo ufficio postale o un ambulatorio”. E la memoria storica del rione, Alessandro Rossetti, che vive qui ormai da mezzo secolo, ricorda bene che “cent’anni fa quei terreni furono lasciati in eredità da una marchesa, che voleva che fossero destinati al bene comune. Se potesse vederli adesso, che rischiano di finire nelle mani di un privato…”.