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Metro Lepanto, questo il racconto della tragedia

di Alessio Ramaccioni

Una mattina come tante, poi in un attimo arriva la tragedia. Sono da poco passate le 11 quando Adji Rokhaya Wagme, donna senegalese di circa quarant’anni, viene travolta da un treno della metropolitana alla stazione Lepanto. La macchina dei soccorsi, scattata immediatamente, non può fare nulla per salvarla.

La donna, estratta viva dall’incastro tra convoglio e binari, è deceduta pochi minuti dopo. Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco, due ambulanze, tre pattuglie della polizia di stato, due dei carabinieri e la scientifica; presenti in forze anche gli agenti di Roma Capitale, che hanno dovuto gestire il traffico andato immediatamente in tilt. Transennata la stazione, sono state bloccate anche le corse da Termini a Battistini. Le operazioni di soccorso e le contestuali indagini per far luce sulla dinamica sono durate tutta la mattina. Le ipotesi al vaglio degli investigatori si sono susseguite: in un primo momento sembrava che Wagme fosse rimasta intrappolata tra treno e banchina e poi trascinata via. Intorno alle 13, ha iniziato a circolare una versione più attendibile dei fatti: la donna avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe caduta sui binari, forse per un malore, forse spinta inavvertitamente dalla folla. Il macchinista non avrebbe avuto la possibilità di frenare in tempo. Decisivo per la ricostruzione dei fatti è stato il sistema di videosorveglianza.

Intanto, una folla sempre più nutrita si accalcava intorno agli ingressi di viale Giulio Cesare. Alle 12 sono spuntati i primi parenti e amici della vittima. «Era appena uscita dall’ufficio di un avvocato, si stava recando a Termini per un altro lavoro» – ha raccontato un uomo di circa quarantacinque anni, senegalese, che si è presentato come parente della vittima.

Lacrime, commozione, qualche malore: il gruppo di connazionali ha atteso fino a quando il feretro della donna è stato portato fuori a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Soltanto verso le 14 il traffico veicolare dell’area è tornato alla normalità mentre il ripristino completo della linea A è avvenuto soltanto intorno alle 17.

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