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“Lungotevere della Vittoria, un cordolo contro gli incidenti”

di Marco Liberati

Uno schianto, un rumore che ha spezzato il silenzio della notte e che ha cancellato la vita di due ragazzi che fino all’attimo precedente chiacchieravano spensieratamente dopo una serata di lavoro. Questo incidente, avvenuto sul lungotevere Della Vittoria lo scorso 22 giugno e che ha causato la morte di Alessandro Narducci e di Giulia Puleio, ha lasciato un segno profondo, nei cuori di tutti oltre che sull’asfalto.

22 giugno, due vite spezzate
Per questo il I Municipio ha chiesto al Comune di intervenire il prima possibile per mettere in sicurezza questa strada ad alto scorrimento, dove spesso nelle ore notturne la velocità delle auto aumenta insieme ai rischi connessi ad una eventuale perdita di controllo di auto e moto.

Non era la prima volta che su questo tratto del lungotevere avvenivano incidenti, ma quello che ha visto come vittime Alessandro e Giulia ha sconvolto il quartiere per la sua. dinamica. Narducci, 29 anni, era uno chef emergente del panorama romano. Lavorava nel ristorante Acquolina e quella sera, insieme alla collega 25enne Giulia Puleio, aveva chiuso lo stand alla manifestazione Vinòforum per tornare insieme a casa a bordo di uno scooter.

Verso l’una di notte, proprio sul lungotevere Della Vittoria, avviene il tragico incidente. Un’automobile li colpisce in pieno sulla loro corsia di marcia. Il colpo è tremendo e non lascia scampo ai due ragazzi, mentre il guidatore dell’auto, un 30 enne, viene portato in codice rosso al pronto soccorso.

L’incidente mortale di Alessandro e Giulia è solo l’ultimo di una lunga serie, sempre su questa parte del lungotevere.

Quel tratto maledetto tra i civici 5 e 13
Il tratto tra i civici 5 e 13 , subito accanto alla Asl Roma 1, ne è stato il macabro teatro negli ultimi anni. L’8 marzo del 2016 una Smart ha preso in pieno due scooter, poco dopo le 9 del mattino e per Elio Sinisgalli, uno dei due uomini in sella, non c’è stato nulla da fare. Pochi mesi dopo, il 6 dicembre, è ancora un centauro a perdere la vita: il 60enne Michele Cacioppo, nelle prime ore della mattinata, travolto da una vettura guidata da una donna incinta. Tra le vittime non ci sono solo motociclisti.

«Questa strada è altamente pericolosa – racconta Alessandro Spaziani, residente e specializzato in sicurezza sul lavoro che, insieme ad altri cittadini, ha creato un comitato spontaneo per chiedere un intervento al Comune –. La scarsa illuminazione contribuisce ad alzare la soglia di pericolo: due anni fa un magistrato della Corte dei conti è stato investito, morendo sul colpo, mentre cercava di attraversare sulle strisce pedonali».

Per i cittadini sono diverse le cause che, nel corso degli ultimi anni, hanno contribuito a questa strage della strada: «La via è a doppio senso, senza alcuna separazione tra le carreggiate – spiega Spaziani –. Inoltre il rettilineo per chi proviene dallo stadio Olimpico consente di alzare di molto la velocità: durante la notte diverse auto superano anche i cento chilometri all’ora. Così è impossibile fermarsi improvvisamente, soprattutto nel caso in cui qualcuno cerchi di attraversare. E ci si mette anche l’illuminazione insufficiente.

Un cordolo in cemento al centro della strada
Il consigliere municipale Stefano Marin, ha portato una proposta al Simu, il dipartimento del Comune dedicato alla manutenzione urbana: «Dopo aver parlato con i residenti abbiamo chiesto un intervento che ripeta quanto è stato fatto sul lungotevere Flaminio in occasione del Giubileo del 2000». Stiamo parlando del tratto, sul lato opposto del fiume, quello compreso tra piazza Gentile da Fabriano e ponte Duca Amedeo d’Aosta.

Anche questa strada è a doppio senso, ma è stato costruito un cordolo centrale in cemento che limita la possibilità di finire contromano. Non solo: è stata migliorata l’illuminazione pubblica e aumentata la segnalazione orizzontale e verticale, soprattutto per gli attraversamenti pedonali. Conclude Marin: «Abbiamo chiesto al Simu questi interventi anche sul lungotevere Della Vittoria, che sarebbero attuabili senza bisogno di indire un bando: potrebbero venire inseriti nella manutenzione ordinaria e messi in cantiere».