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La rabbia di una donna scippata nel quartiere

di Alessio Ramaccioni

“Stavo tornando a casa. Erano le otto meno venti, ero a cento metri dal mio portone”. Inizia così il racconto di Clotilde Spadafora, la donna che martedì scorso ha subito uno scippo in viale Mazzini. “Ero all’altezza del concessionario Rosati. Ero rilassata, pensavo ad altro” – prosegue la signora. Siamo all’inizio del viale, poco dopo il Lungotevere. Tanti motorini parcheggiati, chi frequenta quella zona è abituata a vederli manovrare e muoversi sul marciapiede. “Ho visto un uomo su uno scooter, non ho nemmeno immaginato quello che stava per succedere”. Ad un certo punto, la consapevolezza: “Ho sentito che dava gas, ma era troppo tardi. Mi sono sentita portare via, ha strappato dalle mie mani la borsa ed uno shopper che avevo con me. E’ avvenuto tutto in un attimo”.

Lo scooter si muove, accelera, si fionda sulla donna che stava telefonando. Impossibile opporsi, troppo rapida l’azione dello scippatore. “Per fortuna non mi sono fatta male, giusto un po’ di dolore ad una spalla. Stavo parlando con una mia amica al cellulare, è stata lei a bloccare bancomat e carta di credito”. Superato lo choc, Clotilde ha pensato a cosa le era stato portato via: “Pochi contanti, per fortuna. Ma i documenti e le carte sono un problema. Ho perso quasi tutto: patente, carta di identità. Una scocciatura: è come se mi avessero portato via un pezzetto di vita”. Non solo: gli effetti personali sottratti alla signora sono molti di più: “Gli occhiali, le chiavi, anche dei ricordi, la cui perdita è dolorosa”.

Il luogo dello scippo

Il danno economico, comunque, c’è stato: “Non tanto per soldi e carte, tutte bloccate immediatamente. Ma ho dovuto rifare la serratura, dovrò ricomprare gli occhiali: chi subisce un furto del genere e – per fortuna – non si fa male, deve comunque poi fare i conti con questo tipo di problemi”.  Nonostante la rapidità dello scippo, Clotilde qualche particolare lo ricorda bene: “Non mi sembrava uno straniero, e ricordo di aver notato che era vestito bene, curato. Ho chiamato subito la Polizia, che è intervenuta in poco tempo. Sono stati molti gentili, mi hanno detto che in zona nei giorni precedenti si sono verificati altri episodi del genere”.

Lo scippatore era lì da prima che arrivasse la signora Spadafora: “Abbiamo guardato le registrazioni delle telecamere che abbiamo posizionate sopra il portone. Stava girando lì davanti almeno dalle sei e mezza” ci spiega. Il rischio, dopo eventi del genere, è quello di farsi sopraffare dalla paura, ma non è il caso di Clotilde: “Non mi sento più insicura di prima. E’ successo, ma questo non vuol dire che debba ricapitare. Lavoro alla scuola Pistelli, per tornare a casa percorro via Prestinari che è spesso deserta, non c’è un’anima. Alcune mie colleghe sono state scippate, ad esempio, in quella strada. Che dovrei fare, non percorrerla più? No, non bisogna cedere alla paura. Sono cose che succedono: certo, ora starò un po’ più attenta, mi guarderò intorno, ma senza esagerare”.