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La domenica ecologica di Prati, tra bici e strade libere

di Alessio Ramaccioni

Strade vuote, poche macchine in giro, molte persone a piedi ed in bicicletta. Non solo sulla pista ciclabile, ma anche nelle vie del quartiere. Prati nella giornata della domenica ecologica ha cambiato aspetto, regalando a molti residenti la possibilità di godersi strade e piazze, nonostante la prima domenica ufficiale di shopping natalizio. Le due fasce di interdizione al traffico (7:30-13 e 15-18:30) hanno dato via libera a tutti i cittadini che hanno potuto riscoprire un quartiere a misura d’uomo grazie ad un provvedimento che, più che cercare di limitare le emissioni inquinanti, serve a far crescere la consapevolezza in chi usa l’auto anche per andare al bar vicino casa.

“Abbiamo la fortuna di avere una lunga pista ciclabile, siamo abituati ad andare in bici. Ma oggi è diverso dal solito”. Andrea vive in viale delle Milizie, ed approfitta della giornata per portare il figlio in giro per il quartiere. “È anche una discreta mattinata, senza macchine questo quartiere cambia aspetto. Ne approfittiamo”, con conclude ripartendo con la sua bici. Non tutti però la pensano come lui. “Ma esattamente a che serve una giornata di blocco al mese? A nulla”. Eugenio, residente del quartiere, è scettico sull’utilità di questa iniziativa, la seconda di questa nuova stagione invernale. Il Comune ha disposto il divieto di circolazione per quasi tutte le vetture, eccetto per le benzina euro 6, per le ibride e per le elettriche. “È utile solo a far qualche multa, e a rendere la vita difficile alla gente. Ho dovuto aspettare le 13:00 per uscire, ma che senso ha?”, conclude Eugenio.

Quello che è mancata in tutta Prati è un’attività di prevenzione e controllo da parte della Polizia locale. In piazzale Clodio, piazza Risorgimento e piazza Mazzini, non si sono viste pattuglie dei vigili, tanto che nel pomeriggio, nella seconda parte del blocco, il traffico veicolare è aumentato sensibilmente. Tra favorevoli e contrari infine, c’è che auspica un maggior numero di domeniche ecologiche: “Ogni domenica una giornata così, e forse qualche risultato si otterra’”. Flavio, tecnico informatico e appassionato di ciclismo, non nasconde la sua speranza. “Abitiamo in un quartiere che tutto sommato aiuta chi vuole usare la bici. Bisognerebbe avere il coraggio di limitare il più possibile la circolazione delle auto private. Magari partendo con quattro domeniche al mese”.