Giulio Cesare | La Storia

4 gennaio 1944: l’arresto di don Morosini in via Pompeo Magno

di Marco Liberati

Due auto inchiodano all’improvviso. Escono soldati tedeschi che in pochi attimi fermano e portano via un prete insieme ad un altro uomo. La sequenza, densa di drammaticità, è quella di “Roma città aperta“, di Roberto Rossellini, che ricostruisce l’arresto di don Giuseppe Morosini, interpretato nel capolavoro neorealista da Aldo Fabrizi, seppure con il nome di don Pietro Pellegrini.

Il 4 gennaio del 1944, davanti al Collegio Leoniano, don Morosini fu portato via dai tedeschi occupanti, colpevole di aiutare la resistenza. La trappola, scattata davanti al civico 21 di via Pompeo Magno, nasce dalla delazione del panettiere Dante Bruna, che vende il prelato per 70mila lire. Alle 15:00 Morosini, accompagnato dall’amico Marcello Bucchi, viene fermato dalle SS, con l’accusa di spionaggio. La successiva perquisizione dentro al Collegio rinviene un deposito di armi e esplosivi. I due vengono portati inizialmente a Regina Coeli, dove incontrano anche un altro arrestato, Sandro Pertini. Nonostante le brutali torture don Giuseppe non parla e alla fine viene portato a Forte Bravetta, dove viene fucilato il 3 aprile, due mesi prima dell’arrivo degli Alleati nella Capitale.

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