9 maggio 2019 - 13:47 . Prati . Cronaca

Sosta selvaggia, gli autisti Atac raccontano la loro odissea nel quartiere

La sosta selvaggia non risparmia nessun angolo di Prati. E a pagarne il prezzo più alto non sono solo i pedoni, costretti a fare lo slalom tra auto parcheggiate in ogni angolo di strada e a rischiare la vita ogni volta che devono attraversare. Uno dei danni più grandi lo subisce anche il trasporto pubblico, spesso rallentato dalle auto in doppia fila.

Appena pochi giorni fa diversi automobilisti in tutta Roma sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, in quanto hanno lasciato le proprie auto in maniera tale da bloccare le corse degli autobus. E in Prati la situazione non è certo delle migliori. Da via Cicerone a via Oslavia, da piazza Bainsizza fino a viale Angelico ogni giorno gli autisti degli autobus sono costretti a una vera e propria prova di sopravvivenza.

“A volte è impossibile camminare – raccontano alcuni conducenti che vogliono restare anonimi al capolinea di piazzale Clodio -. Per evitare le auto in doppia fila siamo costretti ad andare contromano, con il rischio che se succede un incidente la colpa è nostra e non di chi blocca il traffico”. Un problema che si presenta soprattutto in via Cicerone dove il Campidoglio sta pensando di installare dei cordoli come quelli presenti su viale Libia per evitare la sosta selvaggia.

“Mancano i controlli – sottolineano gli autisti -. A volte rimaniamo bloccati, dobbiamo avvisare la centrale che a sua volta chiama i vigili, che arrivano dopo mezz’ora. Magari nel frattempo chi ha parcheggiato in doppia fila se ne è andato e non viene mai multato. Servirebbe un’opera di prevenzione. Noi a volte prendiamo i dati delle auto, ma poi all’atto pratico nessun passeggero vuole fare da testimone per una denuncia contro le auto in doppia fila”.

Adesso anche gli autisti sperano che cambi qualcosa. “Adesso ne sono stati denunciati una decina – dicono -. L’accusa di interruzione di pubblico servizio comporta una condanna a sei mesi di carcere. Per noi è un’inferno tutti i giorni. Quelle che d’estate sembrano autostrade, come le strade larghe di Prati, durante l’anno diventano viottoli!”.