6 febbraio 2019 - 13:06 . Della Vittoria . Cronaca

Prati celebra con una targa la memoria dei coniugi Mistruzzi, Giusti tra le Nazioni

Prati ha un nuovo luogo della Memoria. Si tratta della casa al civico 46 di viale Carso, dove questa mattina è stata scoperta la targa in ricordo di Aurelio Mistruzzi e sua moglie, Melanie Jaiteles.

Durante la Seconda guerra mondiale i due coniugi accolsero nella loro abitazione la piccola Lea Polgar e la nascosero dalle persecuzioni naziste, salvandola dai campi di concentramento. Ciò fu possibile soprattutto grazie all’attività di scultore di Mistruzzi. Ma non solo: sopra la porta dell’abitazione era infatti presente lo stemma del Vaticano e sotto una scritta riportava la dicitura “medaglista della Santa Sede”. La storia di Aurelio ricalca dunque un po’ quella di Oskar Schindler, imprenditore che si adoperò per salvare oltre mille ebrei dallo sterminio nazista.

Uno stratagemma che ha permesso ad Aurelio Mistruzzi non solo di proteggere la piccola Lea, ma anche di produrre carte di identità false per gli ebrei che si nascondevano dai rastrellamenti. A ricordare gli episodi di quell’epoca c’era la nipote dei due coniugi, ma anche quella bambina che nel frattempo è cresciuta e all’età di 86 ha voluto rendere il giusto tributo a chi le salvò la vita.

L’apposizione della targa è stato un atto fortemente voluto dall’amministrazione capitolina, come sottolineato durante la cerimonia dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e dalla presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi. Quest’ultima ha sottolineato anche l’importanza di tutti quei luoghi presenti in Prati, e nel centro storico, che ricordano un periodo buio che non deve essere dimenticato. Un messaggio rivolto soprattutto agli alunni delle scuole Pistelli e del Convitto, che hanno partecipato all’iniziativa.

Aurelio Mistruzzi e sua moglie Melanie, grazie all’iniziativa di Lea Podgar sono stati recentemente nominati Giusti tra le Nazioni e il loro nome è stato inserito nello Yad Vashem di Gerusalemme. Un riconoscimento che ha reso orgoglioso anche il comune di Udine, di cui Aurelio era originario, con rappresentanti dell’amministrazione friulana che hanno partecipato all’inaugurazione della targa di viale Carso.