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Zevi: “Museo della Shoah, verso metà anno cominceranno i lavori”

di Daniela Mogavero

«Credo fermamente che quest’anno i lavori cominceranno». Si dice ottimista Luca Zevi, architetto, che insieme a Giorgio Maria Tamburini ha progettato il Museo della Shoah, che sorgerà a Villa Torlonia. Un progetto fermo da anni, almeno due dalla fine delle procedure di affidamento dei lavori, e che potrebbe finalmente vedere un primo passo nella prima metà di quest’anno.

«Ci sono state delle difficoltà e delle complessità nella procedura tecnica, che sono in via di risoluzione. È un progetto difficile, in un lotto difficile e in una zona difficile – spiega – Il Comune di concerto con l’azienda che ha vinto l’appalto e gli organi di controllo preposti stanno facendo le ultime verifiche. Ci sono gli ultimi passaggi amministrativi per l’approvazione del progetto esecutivo e poi si darà il via libera ai lavori entro la prima metà dell’anno».

Uno sbocco sembra quindi in vista, però intanto il 27 gennaio è stata un’altra Giornata della Memoria senza il Museo. Un progetto che «è importante come luogo di educazione sistematica per combattere l’intolleranza non solo verso gli ebrei, ancora viva – come dimostrato con il furto delle pietre di inciampo – ma in generale di educazione a una società aperta, pluralista e democratica» – ha aggiunto l’architetto, che fa parte di una delle famiglie più note della comunità ebraica romana.

Un argomento di forte attualità

«Con i tempi che corrono, così come le pietre di inciampo si rivelano così importanti, anche un luogo come il Museo della Shoah mantiene la sua centralità e anzi, forse in questo momento rivela la sua attualità anche più di quanto potesse essere qualche anno fa».

Il progetto venne lanciato vent’anni fa dall’amministrazione Veltroni. Dopo due decenni, nel settembre del 2016 il Consiglio di Stato aveva dato di fatto il via libera al contratto da 14 milioni di euro firmato dal Comune di Roma con la ditta Sac, bocciando il ricorso della Cmb, la seconda classificata alla gara d’appalto.  Il Museo sembrava cosa fatta.

Una lunga serie di intoppi

L’accordo prevedeva una clausola relativa alla tempistica dei lavori, 600 giorni dalla firma per ultimare l’edificio a Villa Torlonia. A giugno del 2018, però, il Comune aveva fatto sapere che «non è scattato il vincolo» di 600 giorni per l’ultimazione, perché la Sac di Alfredo Cecchini ha presentato il «progetto esecutivo che è in fase di approvazione da parte del dipartimento Sviluppo, infrastrutture e manutenzione». Una fase di approvazione che ancora non è stata conclusa, come dimostra l’assenza di annunci dal Campidoglio.

Secondo il progetto Zevi-Tamburini il museo avrà otto piani, quattro sotto terra e quattro oltre il piano stradale, e si svilupperà su oltre 3 mila metri quadrati di superficie.

Sorgerà vicino alle catacombe ebraiche

All’interno di Villa Torlonia, l’ingresso sarà situato vicino alla Casa delle Civette e la struttura, un cubo nero dal grande impatto visivo, sorgerà vicino alle catacombe ebraiche che si trovano dentro la villa.