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Tutto quello che c’è da sapere su “Villa Ada incontra il mondo”

di Daniele Petroselli

Con un motto che strizza l’occhio al grande regista Federico Fellini e il celebre poeta portoghese Fernando Pessoa, “Nulla si sa, tutto s’immagina”, è pronto a partire il “Villa Ada – Roma incontra il mondo 2019”, il festival organizzato da Dada srl e Arci Roma giunto alla sua edizione numero ventisei e presentato stamane all’Arci Monk.

Dal 18 giugno al 5 agosto, 49 eventi senza soluzione di continuità, con ben due palchi, il Main Stage affiancato dal Mini Dada, dove si esibiranno i gruppi emergenti della scena indipendente locale. Tanta buona musica ma anche spettacoli speciali e dibattiti, per tenere sempre aperta una porta all’attualità, seguendo sempre i tre temi principali del Festival: pace, multiculturalità e sostenibilità ambientale.

“E’ un festival che, nella sua complessità, sa sempre rinnovarsi – ha detto il responsabile della Comunicazione Saro Lanucara – E’ un incontro di culture, come lo è sempre stato Villa da, che ha prodotto un meltig pot che non va sottovalutato. Abbiamo messo insieme un programma che racchiude il meglio della musica e dell’espressione culturale italiana e internazionale degli ultimi anni. Villa Ada guarda al futuro con uno sguardo il più ampio possibile”.

“E’ il Festival più importante e il più longevo in questo panorama – le parole di Carlo Testini di Arci Nazionale – E’ l’esempio di come dovrebbero essere sempre gli appuntamenti culturali fossero, cioè un insieme di proposta culturale di qualità e di discussione sociale che coinvolta tutti i cittadini”.

Un programma davvero intenso quello del “Villa Ada – Roma Incontra il mondo 2019”, che, come ha ricordato il direttore artistico Giuseppe Giannetti, “è stato creato in maniera minuziosa per racchiudere insieme i grandi classici dell’estate romana, i migliori autori del panorama discografico nazionale e locale dell’ultimo anno e grandi gruppi internazionali”. E diverse sono le sorprese che saranno annunciate nelle prossime settimane e che faranno parte del cartellone.

A dare il via al festival martedì 18 giugno il suono unico tra reggae e jazz dei Groundation, la band statunitense capitanata da Harrison Stafford, che arriva a Roma per presentare il suo ultimo disco “The Next Generation”. Il 20 giugno uno dei più importanti e speciali appuntamenti: in occasione della Giornata internazionale del migrante e del rifugiato – #Withrefugees Live, sale sul palco una leggenda della musica italiana come Nada accompagnata dall’Orchestra dei braccianti, nata da un’idea dell’associazione ambientalista Terra! onlus. Sabato 22 sarà il giorno del rock’n’roll grintoso dei Giuda e dei tre Winstons Enro, Rob e Linnon (pseudonimi di Enrico Gabrielli, Roberto Dell’Era e Lino Gitto) , mentre il 23 giugno è “Into the wild night show”, lo spettacolo itinerante ispirato all’omonimo film di Sean Penn e dedicato alla produzione solista di Eddie Vedder.  Mercoledì 26 sarà la volta di una delle voci più importanti del nuovo cantautorato italiano, Giovanni Truppi, con il suo ultimo album “Poesia e civiltà”. Non potevano mancare nomi ormai famosi come i Modena City Ramblers (27 giugno), Orchestraccia (28 giugno), mentre il 29 e 30 giugno si andrà a chiudere il mese con due tributi speciali a De Andrè e Battisti.


A dare il benvenuto a quello che si preannuncia un caldo luglio ci pensa lunedì 1 il cantautore più controverso della musica italiana, Giovanni Lindo Ferretti; seguito il 2 dai ritmi sperimentali degli Zu e da quelli afro-beat degli I hate my village, alias Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours), Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion), Alberto Ferrari alla voce (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) in cabina di regia.  Mercoledì 3 arrivano dal Mali i Tinariwen, il più famoso collettivo blues-rock africano. Il 5 e 6 luglio sarà la volta di la volta degli Otto Ohm e dei Bandabardò. Mentre l’8 ecco una delle band del post grunge e dell’alternative rock più conosciute, i Garbage, che è solo la prima dei grandi gruppi internazionali che saliranno sul palco: ci saranno infatti, tra gli altri, dEUS (9 luglio), Hooverphonic (11 luglio), Nouvelle Vague (15 luglio) eThe Liberation Project (22 luglio). Il 16 luglio altro momento toccante con lo spettacolo “Mentre rubavo la vita”, con Monica Guerritore e Giovanni Nuticantano che interpreteranno gli appassionati e dolorosi versi della grande Alda Merini. Il 26 luglio sarà la volta poi dell’esplosiva formazione cubana Grupo Compay Segundo de Buena Vista Social Club, a Roma per una delle due uniche date estive in Italia. E poi i Finley (27 lugio), James Senese (30 luglio), fino ad arrivare al 31 luglio, quando, prima del gran finale di agosto (ancora da definire in maniera totale), ci sarà Bohemian Simphony – The Queen Orchestra, le più grandi hit dei Queen interpretate da un ensemble di 40 artisti.

Durante il festival verranno presentati panel su quattro diverse tematiche: migranti, conflitti, ambiente e donne, co-organizzati da Arci Roma rispettivamente con UNHCR – Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Un Ponte Per… Costruiamo ponti non muri; Terra! onlus; e AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo – onlus. Poi, per la prima volta, prende il via lo spazio Wellness con lezioni di meditazione, yoga e fitness; e tornano anche in questa edizione le attività per bambini con il campus estivo il Giardino di Lulù e il circo della domenica pomeriggio ADA Circus. Inoltre tante le iniziative legate al parco di Villa Ada, come le visite notturne al Bunker Savoia e al Forte Antenne. Per un’estate davvero ricca di appuntamenti.