Flaminio-Parioli | Articoli

Questo è lo stato della pista di pattinaggio Axel

di Camilla Palladino

I pannelli esterni sono sbiaditi e scrostati, i cancelli serrati. La vegetazione incolta avvolge la struttura fatiscente. E intorno, incuria, abbandono e degrado. Così è ridotta la pista di pattinaggio Axel di piazza Mancini, che affaccia sul lungotevere Grande Ammiraglio Thaon di Revel, tra ponte Duca d’Aosta e ponte Milvio.

Inaugurata nel 2010, dopo cinque anni la pista del ghiaccio del Flaminio-Parioli era stata chiusa dal II Municipio a causa di alcuni abusi nella costruzione. Era il 2015, quattro anni fa. E, già allora, il provvedimento sollevò diverse polemiche. Quella di piazza Mancini, infatti, era l’unica pista di pattinaggio agonistico presente a Roma.

Attualmente, esistono altre due strutture per gli allenamenti nella Capitale. Una in via Ugo Ojetti, nel quartiere Montesacro, e l’altra in via Grotta di Gregna, in zona Colli Aniene. In entrambi i casi, un bel viaggio nel traffico della Capitale per i residenti del nostro territorio. Lo conferma a RomaH24 la mamma di una bambina che pratica il pattinaggio artistico a livello agonistico. “Mia figlia si allena tutti i giorni, tre ore al giorno. Se a questo si aggiunge il tempo che impieghiamo per arrivare alla pista e tornare a casa, lo sport diventa quasi insostenibile. Soprattutto per una bambina che sta crescendo e dovrà impegnarsi sempre di più anche nello studio”, dice.

Ma la chiusura dell’Axel del Flaminio-Parioli non è un problema solamente per i genitori, per gli atleti e, in generale, per gli utenti della struttura. È anche una questione di decoro pubblico, che coinvolge tutti gli abitanti del quartiere. Senza contare lo spreco di uno spazio di oltre 5 mila metri quadri, tra interno ed esterno. Che ne sarà della pista di ghiaccio? Dopo tre anni di silenzio, nel 2018 era arrivata una risposta dal Tribunale di Roma: deve essere demolita, e a dare il mandato deve essere l’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), proprietario dei terreni. I lavori sarebbero dovuti iniziare un anno fa. Eppure, ad oggi, la grande struttura sportiva è ancora abbandonata al degrado, mentre i cittadini attendono che gli venga restituita un’area preziosa.